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Anno 282

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Anno di Cristo CCLXXXII. Indizione XV.
EUTICHIANO papa 8.
PROBO imperadore 7.
CARO imperadore 1.
Consoli

MARCO AURELIO PROBO AUGUSTO per la quinta volta e VITTORINO.

Ebbe Roma in quest’anno per suo prefetto Pomponio Vittorino, o sia Vittoriano2646, il quale vien creduto da alcuni lo stesso che Vittorino console. Quai nuovi disgusti avessero i Persiani recato all’imperio romano, è a noi ignoto. Solamente sappiamo che Probo imperadore era in procinto di far loro guerra. A questo fine marciò egli coll’armata a Sirmio nella Pannonia, o sia nell’Illirico, con disegno di passar in Oriente; ma eccoti que’ medesimi soldati che lui aveano renduto vincitore di tanti nemici, levargli la vita con improvvisa sedizione2647. I motivi de’ loro disgusti erano il vedersi sempre d’una in altra fatica da lui impiegati senza mai goder posa nè quartieri, dicendo egli che il soldato non dovea mangiare il pane a tradimento; siccome ancora l’essergli scappato un giorno che sperava di ridurre in tale stato di quiete la repubblica, che non vi fosse bisogno di soldati; detto inverisimile in bocca di un sì saggio imperadore. Ma quel che più irritò molti d’essi militari, fu, che desiderando egli di accrescere e rendere più fecondo il territorio di Sirmio sua patria, ordinò a molte migliaia di soldati di cavar una fossa, per seccare una vasta palude in quelle parti. Per questo inferociti coloro, un dì se gli scagliarono addosso2648; ed ancorchè egli fuggisse nella torre ferrata, pur questa non fu sufficiente a sottrarlo al loro furore e a salvargli la vita. Credesi che succedesse la morte sua nell’agosto di quest’anno, correndo l’anno settimo del suo imperio, e che egli non avesse più che cinquanta anni d’età2649, principe degno di lunghissima vita, perchè in valore non la cedeva ad alcuno de’ suoi predecessori, e nella clemenza moltissimi ne superò; e, trovata la romana repubblica in cattivo stato, la rimise nell’antica sua potenza di onore, più sempre pensando al pubblico che al privato suo bene. Non si sa ch’egli avesse o lasciasse figliuoli; si tiene che avesse moglie, ma senza che se ne possa assegnare con sicurezza il nome. Perciò non intendiam bene ciò che significhi Vopisco2650 con dire che i di lui posteri si ritirarono da Roma, e andarono ad abitare nel territorio di Verona verso i laghi di Garda e di Como. Fu eretto dipoi dai soldati un magnifico sepolcro a Probo con iscrizione denotante lui veramente principe dabbene, e vincitor delle nazioni barbare e dei tiranni. Giunta a Roma la nuova della di lui morte, inconsolabile si fece conoscere il dolore del senato e popolo romano, non tanto per avere perduto un ottimo principe, quanto per paura che a questa perdita tenessero dietro dei gravissimi guai, siccome in fatti avvenne. Niuno vi fu degli onori anche sacrileghi, che Roma pagana sapesse decretare alla memoria dei loro Augusti, di cui restasse privo il defunto Probo, essendo egli stato deificato, innalzati templi al suo nome, e stabiliti ogni anno da farsi i giuochi circensi in onore di lui. Prefetto del pretorio di Probo era Marco Aurelio Caro, e non pochi furono coloro che sospettarono aver egli tenuta mano all’uccision del suo principe. Vopisco2651 da simil taccia il difende, allegando l’integrità de’ costumi di esso Caro, e l’aver egli fatta dipoi severa giustizia di chi avea tolta la vita a quell’insigne imperadore. Ma non seppe [p. 1001 modifica]Vopisco assegnare qual fosse la vera patria di Caro, facendolo alcuni nato in Roma, altri nell’Illirico ed altri in Milano. I due Vittori2652, Eutropio2653 ed Eusebio2654 cel rappresentano nato in Narbona nella Gallia. Egli nondimeno pretendeva che i suoi maggiori fossero di patria Romani. Per varii gradi militari era egli salito all’eminente di prefetto del pretorio, e fu sommamente amato e stimato, non men da Probo che dall’armata tutta, ancorchè, secondo Giuliano Apostata2655, egli fosse di genio melanconico e severo. Di due suoi figliuoli il primogenito fu Marco Aurelio Carino, la cui infame vita, troppo diversa da quella del padre, la vedremo fra poco. L’altro si crede appellato Marco Aurelio Numeriano, di costumi saggio e di maniere molto amabile. In due iscrizioni da me date alla luce2656 egli porta il nome di Marco Numerio Numeriano; e però è da vedere se sieno legittime certe medaglie2657 spettanti a lui, o se il difetto fosse in tali iscrizioni. Ora, tolto di vita Probo, concorsero i voti dei più dell’imperiale armata nella persona di esso Caro, e il proclamarono Augusto, giudicandolo più d’ogni altro meritevole di quell’eccelsa dignità, e volendo con ciò rimettere in piedi l’uso negli eserciti di creare gl’imperadori, senza riceverli2658 dalle mani del senato. Portata questa nuova a Roma, tanto il senato che il popolo se ne rattristarono forte, non perchè non sapessero ch’egli era un buon uomo, benchè troppo inferiore a Probo2659, ma perchè ognun temeva Carino, di lui figliuolo, troppo screditato per li suoi vizii. Nè tardò già Caro a dichiarar Cesari amendue i suoi figliuoli, cioè Carino e Numeriano. Poscia2660 perchè il minore troppo giovane non parea proprio per governar popoli, inviò il maggiore, cioè Carino, nelle Gallie2661, dandogli facoltà di comandar a quelle provincie, ed insieme all’Italia, all’Illirico, alle Spagne, alla Bretagna, come se fosse Augusto; giacchè esso Caro imperadore avea già presa la risoluzione di passar in Oriente contra dei Persiani. Ma si mostrò sempre scontentissimo di non avervi potuto inviar Numeriano, perchè ben conosceva le ribalderie di Carino; anzi fu creduto che, se vivea un poco di più, avrebbe levato ad esso Carino il titolo di Cesare, per non lasciare un pessimo successore a sè stesso e all’imperio. Mandandolo nondimeno nelle Gallie, gli mise a’ fianchi de’ consiglieri onorati e saggi, rimedio di poca utilità, qualora nei principi si unisca debolezza di testa ed inclinazione cattiva.