A Eugenia giovinetta di quattordici anni

Giovanni Prati

Olindo Malagodi 1844 Indice:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. I, 1916 – BEIC 1901289.djvu sonetti A Eugenia giovinetta di quattordici anni Intestazione 23 luglio 2020 25% Da definire

EPUB silk icon.svg EPUB  Mobi icon.svg MOBI  Pdf by mimooh.svg PDF  Farm-Fresh file extension rtf.png RTF  Text-txt.svg TXT
La mia bisaccia Pensiero malinconico
Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta VI. Dai 'Nuovi canti'

[p. 159 modifica]

A EUGENIA

giovinetta di quattordici anni

Bella, innocente e florida
de’ tuoi quattordici anni,
quand’io ti veggo il cembalo
pensosa ricercar,
5creder non so che indocili
t’ardano occulti affanni,
cosi celeste l’anima
da’ tuoi begli occhi appar.
Ma forse intenta a compiere,
10qualche gentil pensiero,
alle movenze armoniche
schiudi tremando il cor,
e in quelle vaghe immagini,
lontana pur dal vero,
15provi paure e palpiti
che sembrano d’amor.

[p. 160 modifica]

Oh giovinetta ingenua!
questa è l’etá piú bella,
che il vergin duol alternasi
20col vergine piacer.
Come sorride in limpido
rivo una bianca stella,
cosi nel ciel degli angeli
si specchia il tuo pensier.
25Son tua modesta gloria
semplici e casti vezzi,
un crin lucente, un abito
al par di te gentil;
tua gioia è nel domestico
30orto libar gli olezzi,
che dalle chiome esalano
del giovinetto aprii.
Tempo verrá che, ai vortici
sonanti della festa,
35ti splenderá di nitide
perle e di rose il crin;
ma, tediata e languida,
reclinerai la testa,
qual chi nel cor desideri
40di quelle gioie il fin.
E, dall’ingrato strepito
ridotta alla tua stanza,
note mescendo e lacrime,
tu canterai cosí:
45«Chi mi ti tolse, o facile
virtú della speranza?
chi mi ti rende, o memore
silenzio de’ miei di?».

[p. 161 modifica]

Cosí cantando, o povera
50figlia, al piacer che vola,
intenderai che un transito
d’ombre è la nostra etá.
Ma imparerai che provida
è del dolor la scola,
55perché animosi all’opere
belle il dolor ci fa.
Torna alle dolci musiche,
o giovinetta amante,
e i concitati numeri,
60misti co’ tuoi sospir,
sien come vago indizio
di melodie piú sante,
che da lontano echeggiano
per te neH’avvenir.