Utente:Torredibabele/Progetto Economia

La Biblioteca dell'Economista è, come tutti sanno, una collezione delle più notevoli opere moderne di economia politica e di statistica, italiane o forastiere, queste ultime tradotte, accompagnate da introduzioni e da note. Le due prime serie comparvero, già sono parecchi anni, sotto la direzione dapprima del Sig. A Scialoja, poscia del Sig. F. Ferrara, comprendendo i classici della scienza dalla fine del secolo XVIII alla metà del XIX. Il successo di quelle due prime serie ha indotto gli editori ad intraprenderne una terza, sotto la direzione del Professore Gerolamo Boccardo, di Genova, in cui saranno comprese le opere più importanti pubblicate negli ultimi venticinque anni, quelle di Mill, Fawcett, Cairnes, Macleod, Carey, Walker, Quetelet, Roscher, Wagner, Schönverg, Shäffle, Neumann, Wappäus ecc. Il secondo volume, i cui fascicoli ora appunto si vanno pubblicando, offre agli associati due memorie del Dott. Whewell consacrate all'Esposizione matematica di alcune dottrine di economia politica, e specialmente delle dottrine di Ricardo, le Ricerche sui principii matematici della teorica delle ricchezze del Sig. Agostino Cournot, la Teorica dell'economia politica del Sig. Stanley Jevons, la Fisica sociale e l'Antropometria di Quetelet. Egli è appunto questo secondo volume della Biblioteca dell'Economista, così composto, che noi intendiamo segnalare ai nostri lettori.

L'apparizione di questo volume costituisce, infatti, un notevole avvenimento nella storia della scienza economica. Fino a questi ultimi tempi l'applicazione delle matematiche alla politica economia era stata, possiamo ben dirlo, universalmente disapprovata dagli uomini competenti. Fra i tentativi fatti in questa via, i più serii, quelli del Dott. Whewell, in Inghilterra, verso il 1830, del Sig. Cournot, in Francia, nel 1838, non avevano incontrato che la più assoluta noncuranza, ed erano pressochè totalmente dimenticati, odanche ignorati, quando or fanno tre o quattro anni, due opere delle quali parleremo più sotto, inglese l'una e l'altra francese, riuscirono a modificare su questo argomento l'opinione dei dotti. La prima fu bene accolta in Olanda, ove alcuni economisti del più alto valore, i Signori W. C. Mees ed N. G. Pierson, Presidente l'uno e l'altro Direttore della Banca de' Paesi Bassi, in Amsterdam, il Sig. Quack, Professore di economia politica a Utrecht, le accordarono tutta l'attenzione che meritava. L'altra fu accolta con favore in Italia, ove il Sig. Alberto Errera, Professore nell'Università di Padova, che primo ne ebbe notizia, si affrettò a farla conoscere, ed ove molti economisti e matematici, quali i Signori Boccardo, Bodio, Direttore della Statistica del Regno, Zanon, Zambelli se ne occuparono. Questo movimento degli intelletti sembra essere stato destato e promosso dal fatto singolare e notevole di un completo accordo fra gli autori di quelle due opere sul punto di partenza della teoria matematica dello scambio, punto di partenza che prendevano entrambi nell'espressione della utilità effettiva mercè di una integrale, e nella determinazione delle condizioni dello scambio mercè della considerazione del massimo della utilità effettiva per tal guisa espressa. Checchè di ciò sia, da quel momento l'importanza dell'applicazione dell'analisi matematica all'economia politica pura cominciò a rivelarsi.

Esposto attualmente da vari Professori nelle università e nei collegi dell'Inghilterra, questo metodo ha ricevuto un impulso affatto particolare in Italia dall'adesione del Professore Boccardo, uomo di vasta erudizione e di alta autorità, il quale non solamente gli ha accordato il suo posto nel secondo volume della Biblioteca dell'Economista, ma se ne è inoltre esplicitamente dichiarato fautore nella magnifica prefazione Sull'applicazione dei metodi quantitativi all'economia politica e alle scienze sociali, che ha premesso a quel volume medesimo.

Noi crediamo che la scienza debba studiare diligentemente un questione agitata di presente in Inghilterra, in Olanda, in Italia, in Danimarca; epperciò noi chiediamo licenza di introdurla presso i nostri lettori. Benchè il metodo onde si tratta, ben lungi dallo infirmare, confirmi altamente le grandi conclusioni formolate dai maestri della scienza in ciò che si riferisce alla libertà dello scambio e della produzione, e non minacci se non alcune esagerazioni del lasciar fare lasciar passare; benchè, per usare una espressione di moda, essa costituisca non una rivoluzione ma una evoluazione scientifica, esso non ha ricevuto che fredda accoglienza presso certi economisti i quali, senza pure discuterlo, gli opposero eccezioni affatto sommarie. Non sappiamo se c'illudiamo, ma noi crediamo che siano abbastanza numerose le menti illuminate ed indipendenti, capaci di considerare l'attuale economia politica siccome suscettibile di fare ancora qualche progresso, di ricevere ancora qualche perfezionamente, sia nella sostanza, sia nella forma, e capaci altresì di esaminare davvicino il valore di un metodo che, lo ripetiamo, ben lungi dal rovinare l'edificio della scienza economica, non pretende rimetterla a nuovo studio se non per istabilirne sopra migliori fondamenti le parti principali, lasciando cadere soltanto alcune appendici senza eleganza e senza solidità.


I.


Certi operai ebanisti, che noi interrogavamo un giorno sopra i motivi di uno sciopero, ci rispondevano che l'aumento di mercede da essoloro riclamato era altrettanto ragionevole quanto giustificato. « Basterebbe ai padroni, per accordarcelo, diceva l'un d'essi, aumentare di dieci lire il prezzo di un letto. - Ma, credete voi adunque, gli rispondevamo noi, che dipenda proprio dai padroni il fissare il prezzo di un letto? Se così fosse, mi sembra che, col modo di pensare che voi attribuite loro, non avrebbero aspettato il vostro sciopere per accrescere questo prezzo di dieci lire e più. » - Il nostro dialogo finì a quel punto. I nostri interlocutori non avevano alcun desiderio di essere illuminati; e, dal canto nostro, non ci sentivamo in grado di fornire loro che assai fiochi lumi. Potevamo bensì affermare loro che il prezzo delle merci non dipende punto dalla volontà de' mercatanti; ma quanto al far loro comprendere da che quel prezzo dipendeva, ci era affatto impossibile. E noi sapevamo bene che nessun economista saprebbe riuscito a farlo meglio di noi.

Il prezzo delle merci, avrebbero detto alcuni di questi economisti, è regolato dalla legge della offerta e della domanda. - Sia pure! Ma in che consiste ella mai questa legge? Qui molti prudentemente si taciono. Alcuni, più animosi, rispondono che il prezzo delle merci è determinato dal rapporto della domanda all'offerta, che varia in ragione diretta della domanda ed inversa all'offerta.1 - Noi ignoriamo se questi autori abbiamo coscienza di fare di tal modo della matematica, o se, come M. Jourdain, facciano della prosa senza saperlo. Non abbiamo, infatti, che a chiamare il prezzo, la domanda, l'offerta, per tradurre l'una o l'altra delle soprascritte due frasi nell'equazione . Resta soltanto a definire la domanda e l'offerta. Lo che si è cercato di fare in vari modi; ma comunque siasi tentato di farlo, sempre è accaduto o che la domanda e l'offerta erano esse medesime quantità indeterminate, il cui rapporto quindi no diceva nulla, oppure ch'esse erano bensì quantità determinate, ma il cui rapporto non era punto eguale al prezzo. Talchè la legge della offerta e della domanda è non prima proclamata che abbandonata.

Il prezzo delle merci, avrebbero detto certi altri economisti, o gli stessi forse, è regolato dal principio del costo di produzione. - A meraviglia! E quale è cotesto principio? Esso è che il prezzo di vendita dei prodotti è eguale al loro prezzo di costo in servizi produttivi2


Note

  1. Giuseppe Garnier, Elementi dell'Economia politica. 2. ediz. Capitolo 11. § 4.
  2. V. Ricardo, Dei Principii dell'Economia politica e dell'Imposta, L. III. Cap. III. § 4. - V. anche Giuseppe Garnier, loc. cit. Lo stesso autore aggiunge, è vero, due pagine appresso, che le regole dell'offerta e della domanda e del costo di produzione « sono ancora malcerte, » e che « la formola esatta e completa del prezzo è tuttavia un problema insoluto. »