Trento con il Sacro Concilio/Sonetto

Sonetto

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A chi vuol leggere Libro primo
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All’Inclita Città di Trento

SONETTO

O De’ Prencipi tuoi Regia famosa,
     ch’à lo Scettro del Mar’ il Nome hai tolto,
     E posto il giogo à’ Monti, ampio raccolto
     Doma Natura à Te negar non osa.
Tù d’allargar i tuoi confin bramosa,
     Contro d’uno de’ Monti il ferro hai volto,
     Qual decrescendo hora reciso, hor scolto,
     Trapiantato in Palaggi alzi fastosa.
A Te Roma mandò li Sacerdoti,
     Che consultar nel Tempio il DIO non finto,
     E gli Oracoli al Mondo ivi fer noti.
Onde, Nettun scacciato, e’l colto estinto,
     Se co’l Nome il Tridente ancor denoti,
     Spieghi qual Vincitor l’Armi del Vinto.



De Tridenti Urbe descripta

MARIANO STYLO

AD LECTOREM

PROGRAMMA

Ardua si quaerìs, Lector, describe TRIDENTUM;
     Urbs habet anfractus viscere nulla magis.
Nulla magis Virtute Virùm terràque, Polòque
     Praestat; CONCILII robore nulla magis.
Nec minus exurgunt hic Templa, Palatia, Turres,
     Et Colles alibi non magè Baccus amat.
Hinc mihi si obijcias: Urbs est nimis ardua; quid tùm?
     Si nescis, quae sunt ardua, pulcra magis.
Tu curres, qua scripta manent; dicesque: TRIDENTI
     Urbemi, ceù Pelagum sat MARIANUS edit.

Io. du Pelletier Gallus Civis Parisiensis.