Tre libri dell'educatione christiana dei figliuoli/Libro III/Capitolo 30

Libro III - Capitolo 30

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Del tener maestri in casa. Cap. XXX.

Considerando che nelle scuole publiche, dove concorrono molti fanciulli etiandio che il maestro sia huomo da bene, è necessario che vi siano di molti inconvenienti, percioche non tutti saranno bene educati, et come si dice per proverbio una pecora infetta corrompe tutta la greggia, et quando pur non vi fossero putti vitiosi, ve ne saranno almeno de scostumati, stizzosi, facili a vendicarsi, et che havranno altri simili difetti, i quali facilmente s’appiccano, oltra che in numero grande il maestro non può facilmente vedere tutti i disordini, ne meno può applicare con la diligenza che conviene l’opera, et l’arte sua in particulare, secondo che la varietà de gli ingegni, et delle nature richiede; per tanto lodarei che il nostro padre di famiglia, massime bene stante, tenesse un maestro in casa, ornato di quelle buone conditioni che detto habbiamo, et per haverlo tale non risparmiasse lo spendere alquanto più, non facendo come si legge d’un padre avaro, che chiedendogli il maestro mille dramme di salario, che vagliono come cento scudi de’ nostri, disse che con prezzo cosi grande haverebbe comperato un servo, che gli sarebbe stato utile per quello, et per molti altri servitii; à cui il valent’huomo sorridendo acutamente rispose, Anzi farai bene, percioche con un servo ne havrai due, volendo dire che il figliuolo anchor egli diventaria di costumi servili. Et però è molto da avvertire non solo a i maestri, ma a i servitori et à tutti che hanno governo de fanciulli, percioche sono ministri della educatione, et quando son buoni conviene farne conto, et tenergli ben satisfatti. Ma tornando a i maestri che si tengono in casa, si fuggono tutti gli incommodi detti di sopra, et [p. 143v modifica]l’occhio paterno invigila et sopravede molte cose, et può eccitar spesse volte la industria, et diligenza del maestro, et deliberar insieme con esso lui concordemente delle cose pertinenti al fanciullo. Et quando pure il nostro padre di famiglia non potesse cosi commodamente spendere da se solo, se ben niuna spesa è più utile, che quella che si fà ne i buoni maestri, si potriano due, ò tre gentil’ huomini amici, ò parenti accordare insieme, et à spese communi condurre un valent’huomo. È vero che dove sono varie voluntà, nascono facilmente dispareri, tuttavia non è cosa impossibile trovar due, ò tre persone che habbiano l’istesso fine nella educatione de i loro figliuoli. Et in questo caso forse saria più espediente per eccitar ogni dissensione, che il maestro se ne stesse in casa sua propria, stipendiato in modo che non havesse bisogno di prender molti scolari. Ma queste cose si rimettono più al particulare alla prudenza del padre di famiglia, non lasciando però di dire, che io penso che un piccolo numero di fanciulli, come di sei, ò vero otto, non molto differenti di età, non sia per recare impedimento, anzi più presto giovamento, allo insegnare littere, et buoni costumi, per la emulatione, et concorrenza de’ giovanetti, dove però la intentione de i padri sia la medesima, che i figliuoli siano allevati christianmente con la medesima forma di disciplina.