Storia di Milano/Dedicatoria

Dedicatoria dell’autore

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Avvertimento Prefazione


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D E D I C A T O R I A

DELL’AUTORE

A S. A. R. L’ARCIDUCA FERDINANDO

GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA AUSTRIACA




Le onorificenze che Vostr’Altezza Reale ha fatto scendere dal Trono Augustissimo sopra di me, e i molti benefici atti di clemenza co’ quali si è degnata innalzarmi, oggi ricevono un nuovo solenne risalto colla benigna annuenza concessami di fregiare col Reale suo Nome, e pubblicare sotto gli auspicj suoi la Storia della mia patria ne’ di cui fasti i nostri successori invidieranno quest’epoca gloriosa in cui viviamo sotto il retto, illuminato e felice governo della Reale Altezza Vostra. La voce imparziale della storia trasmetterà ai secoli venturi le virili d’un Real Principe che nel fiore della gioventù, dotato d’una amabile vivacità d’ingegno, ha saputo seriamente amare il bene dello Stato e de’ popoli, a segno di formarsene la più costante occupazione: che appena giunto al governo si pose a esaminare gli affari e gli uomini, ed in breve li conobbe: che offrì un facile accesso a chiunque non risguardò mai come abietta la povertà non disprezzò che il vizio, e rispettò in ogni condizione l’uomo: accolse l’umanità anche scalza ed afflitta e distrusse per tal modo quel dispotismo intermedio, amarissimo, che celando al Principe lo stato della Provincia, e calunniandola talvolta, esercita poi impunemente in di lui nome, a sfogo di personali animosità, la forza istessa eretta per difendere ciascuno dalle ingiurie private. Rammenterà allora la storia l’abolizione de’ difficili e odiosi tributi la sostituzione di nuovi metodi, più [p. vi modifica]conformi alla civile libertà; le rendite del Principato amministrate con mano paterna, conservate, accresciute, malgrado un difettoso sistema ne’ primi anni; e allontanato per tal modo il pericolo d’aggravare di nuovi pesi il popolo, anzi somministrati i mezzi per abbellire la città con pubblici edificj, per aprire la comunicazione interna con nuovi canali navigabili, e per soddisfare esattamente a tutti i pesi del regio erario oggetti animati, diretti e condotti a fine dalla Reale Altezza Vostra. I posteri, giudici e distributori della fama, ricorderanno la bontà generosa d’un Real Principe che regge in persona la casa degli orfanelli e degli esposti, e veglia sulla vita e sulla sanità di que’ bambini da padre amoroso che sdegna di confidare ad altri una occupazione sì cara al suo cuore. Ricorderanno la coraggiosa compassione che lo fa accorrere il primo agli incendj; entrare ne’ più meschini ricoveri della plebe; preservare la vita, i letti, i poveri arredi de’ sventurati comandare con giudiziosa rapidità le operazioni atte a contenerne i danni, e ristorare con celata generosità le perdite risarcite co’ soccorsi che la sua Real Mano distribuisce all’indigenza. Per tai titoli ha ottenuto la Real Altezza Vostra la sola fortuna a cui possa aspirare chi è collocato dalla Providenza nel sublime suo grado, cioè la stima e l’amore pubblico sentimenti nati dalla virtù e indipendenti dal timore e dalla riverenza, solo necessario retaggio del potere e della grandezza. Al cumulo delle obbligazioni mie aggiungo anche quelle della mia patria, che in certo modo mi appartiene più che ad un semplice cittadino, e mi unisco coi pubblici voti implorando dall’Ottimo Massimo Dio tutti gli avvenimenti prosperi alla Reale Altezza Vostra, mentre con umilissima riconoscenza mi prostro a’ Reali suoi piedi.

     Milano, 1 giugno 1783.