Amor materno

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IV VI
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RACCONTO V.




AMOR MATERNO


Il lavoro e il risparmio liberano le famiglie dalla miseria. Figuratevi che il padre di famiglia metta in casa tutto il suo guadagno, e sia sempre sano per lavorare; che la madre governi bene i figliuoli, e se le avanza tempo lavori per diminuire alcune spesicciuole al marito; che i figliuoli siano bene avvezzati in tutto e per tutto, che fatti grandi lavorino e guadagnino anch’essi; e vedrete che quella famiglia non sarà mai povera o disagiata. Così, non è molto tempo, vivevano in pace e con la fiducia nella Provvidenza Luigi Neri, muratore, e la Maddalena sua moglie, con quattro piccoli figliuolini. Avevano una casetta da braccianti, ma pulita e assestata. I bambini erano buoni, obbedienti e avvezzi alla pulizia; i due più piccini si baloccavano tra di loro; una fanciulletta, che era la maggiore, aiutava in qualche cosa la mamma, ed il secondo andava a scuola con molto profitto. I primi pensieri dei genitori erano sempre per quelle quattro creature; la loro consolazione più grande consisteva nel parlare di esse, e nel tenerle ben custodite; e benedicevano [p. 39 modifica]sempre il proprio sudore e le proprie fatiche, perchè da esse ricavavano il campamento per i figliuoli.

Oh! se poteste immaginarvi quanti pensieri e quante fatiche costi il tirare innanzi una famiglia! E spesso queste fatiche non bastano; e allora vengono le afflizioni, lo scoraggimento, le malattie, la miseria. Chi sa quanti genitori si priveranno del necessario, non dormiranno, si logoreranno la vita, piuttostochè lasciar patire i figliuoli! E non avranno un’ora di bene sopra la terra, finchè non gli vedono capaci di provvedere da sè con un buon mestiero ai propri bisogni. Allora i genitori sono contenti; ma già per loro è arrivata la vecchiaia. Ebbene! se vedono i figliuoli felici, non cercan d’altro; moriranno lieti con questo pensiero, il quale sarà servito a far loro dimenticare le tribolazioni sofferte.

In questo modo pensava anche la Maddalena, quando ebbe la disgrazia di perdere a un tratto il marito. Povera Maddalena! una sera aspettava, aspettava... non tornò più! Vennero a dirle che era caduto da una fabbrica, ed era morto nell’atto. A quell’annunzio tremendo anch’ella sarebbe morta, se non avesse pensato alle sue quattro creature che rimanevano prive d’ogni assistenza. Povera Maddalena! Eccola sola a mantenere quattro figliuoli, con un guadagno che appena bastava a comprare il pane per tutti. I suoi parenti erano poveri quanto lei. Qualche cosa aveva risparmiato per il caso di una disgrazia; ma così grande non se l’era aspettata; [p. 40 modifica]poteva andare innanzi due o tre mesi; ma poi?...Dopo aver pianto da sè tutta quella notte, dopo aver sospirato molti giorni coi figliuoli, che non si potevano dar pace di non vedere più il babbo, si fece un coraggio tanto maggiore quanto più la sua miseria cresceva. Allora cominciò a lavorare anche la notte. Quando i figliuoli erano addormentati, zitta zitta tornava col lume nell’altra stanza, e lavorava per cinque o sei ore di seguito. Pareva un miracolo che potesse reggere a tanta fatica. Nonostante durò un pezzo; ma cominciò a dimagrare, a sentirsi debole. Alla fine le venne la febbre; e non per questo si lasciò sgomentare, nè dette a conoscere di soffrire. Ogni mattina rivedendo i figliuoli le pareva di esser guarita, e di aver riacquistato le forze; non pensava più nè alla febbre nè al dolor di capo, e tirava innanzi. Ma i vicini che la vedevano struggersi un giorno più dell’altro, la consigliavano a non far più una vita sì tribolata, a mettere piuttosto i figliuoli in qualche ricovero di mendicità. Allora sì che la Maddalena, abbracciandoli teneramente, diceva: «Non lo date a me questo consiglio. Io non mi potrò mai staccare dalle mie creature. Finora le ho assistite. Finchè mi resterà un filo di vita non avrò coraggio di abbandonarle. Ho fatto proposito di morire lavorando per loro.» — «Ma se vi sacrificate in questo modo, le rispondevano, non potrete più assistere i figliuoli, ed essi perderanno anche voi.» — «Ah! morirei più presto, soggiungeva, morirei più presto, se dovessi vedermene levare anche uno solo. [p. 41 modifica]Dunque è meglio che seguiti finchè potrò; e così resteremo insieme qualche altro giorno.» E gli abbracciava di nuovo, ed ogni bacio che riceveva da loro le risvegliava un po’ di forza per reggere a tante angustie. Ma pur troppo una vita così travagliata non poteva durare; la sua malattia si fece seria, e fu obbligata a mettersi a letto; non aveva più fiato per fare un passo. I vicini volevano che andasse allo spedale, e le promettevano che avrebbero pensato in qualche modo ai figliuoli. Ma che? andando allo spedale avrebbe dovuto separarsi da loro, e sarebbe stato lo stesso che farla morire. Allora una persona caritatevole e facoltosa, udite narrare le disgrazie di questa donna e il suo grande amore per i figliuoli, accorse subito a soccorrerla, le procacciò aiuti da altri, e come Dio volle fu in tempo a salvarla. Ma la malattia fu lunga e pericolosa; e la Maddalena, appena tornata a star meglio, ricomincio a lavorare. Alla fine con qualche aiuto, con un poco di guadagno della figliuola maggiore, e coll’aver potuto mettere a scuola in un asilo infantile di carità gli altri due più piccini, ella campa un po’ meglio, ed ha la sodisfazione di non aver mai abbandonato i figliuoli. Ed essi sono sempre più savi e amorosi, e quantunque non conoscano ancora i patimenti che la madre ha sofferto per loro, nonostante si mostrano già desiderosi di renderle il bene che ne hanno ricevuto.