Rivista di Scienza - Vol. II/Rivista Italiana di Sociologia, gennaio-febbraio 1907

Mario Chiri

Rivista Italiana di Sociologia, gennaio-febbraio 1907 ../Rivista Internazionale di Scienze sociali e discipline ausiliarie, aprile 1907 ../Rivista di Psicologia applicata alla Pedagogia e alla Psicopatologia, luglio-agosto 1907 IncludiIntestazione 12 febbraio 2014 75% Scienze

Rivista Italiana di Sociologia, gennaio-febbraio 1907
Rivista Internazionale di Scienze sociali e discipline ausiliarie, aprile 1907 Rivista di Psicologia applicata alla Pedagogia e alla Psicopatologia, luglio-agosto 1907

[p. 415 modifica]Rivista Italiana di Sociologia. (Gennaio-Febbraio 1907). — L. Gumplowicz, «La concezione naturalistica dell’universo e la sociologia». — Il compito e lo sforzo della filosofia è di dare un quadro complessivo e unitario dell’universo. Prevalsero molte concezioni dualistiche: mondo materiale e mondo ideale ritenendosi due campi distinti ed opponentisi. La filosofia dei naturalisti portò la concezione «monistica» riconoscendo l’unità indistruttibile dei vari campi di fenomeni governati da un’unica, legge: il mondo inorganico, organico e psichico si svolgono da comuni principii e non sono scindibili l’uno dall’altro. L’A. osserva come tale concezione non si curi del mondo sociale. Egli dimostra l’importanza e la specialità dei fenomeni manifestantisi in questo mondo (formazione dei gruppi sociali, contatti fra i gruppi, loro organizzazione, ecc. ecc.). Egli crede che i naturalisti non se ne occupino nella tema di trovare un campo indipendente con leggi proprie, che romperebbe l’unità universale da loro concepita: i pochi che accennano al mondo sociale lo dicono regolato dallo leggi biologiche, mentre l’A. afferma — giustamente — che alle sole leggi biologiche non si possono ridurre le leggi sociali. L’A. dichiara che le leggi sociali, ricercate e studiate dalla sociologia, non contraddicono alla concezione unitaria naturalistica: non sono che un lato della legge unica universale che impera su tutti i fenomeni: occorre tener conto anche di esse per avere il vero quadro complessivo unitario dell’universo.

Come le leggi sociali si riconducano ad una legge universale di tutti i fenomeni l’A. non dimostra in questo suo scritto.

Note