Rime di Argia Sbolenfi/Libro secondo/Deo crepitui sacrum

Deo crepitvi sacrvm

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DEO CREPITVI SACRVM



O spirito santo
     De’ visceri umani
     Che tutti del canto
     Conosci gli arcani,
     5Che onori e letifichi
     D’armonici fiati
     Gli sforzi dei vati,

Dal buio profondo,
     Dell’antro nativo
     10Prorompi nel mondo
     Sonoro e giulivo;
     Di tepidi balsami
     Circonda ed allieta
     Lettori e poeta.

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15Tu, soffio eloquente
     Del verbo divino
     Concesso ugualmente
     Al ricco e al tapino,
     Tu sei come l’anima
     20Per leggi fatali
     Comune ai mortali.

Conforti il villano
     Che pasce gli armenti,
     Alberghi sovrano
     25Ne’ chiusi conventi,
     De’ gravi canonici
     Compagno canoro
     Solfeggi nel coro.

Nel casto segreto
     30Dell’intima cella
     Rallegri discreto
     La pia monacella;
     Nel ballo, da timide
     Fanciulle compresso,
     35Sospiri sommesso.

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Tu visiti e curi
     Con equa fortuna
     Palazzi e tuguri,
     Altare e tribuna
     40E avvolto di porpora
     De’ plausi tra il suono,
     Favelli sul trono.

Ma guai se vapori
     Dal patrio forame
     45Recandone fuori
     Il glutine infame!
     Purissimo spirito
     Che l’alvo ricrei
     Allor più non sei:

50Ma pregno diventi
     D’essenze funeste
     Che ammorban le genti
     Col tanfo di peste
     E guasti e contamini
     55I lini più ascosi
     Di segni schifosi.

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Così colorito
     Per nostra sciagura,
     Di soffio gradito
     60Diventi sozzura;
     Degnissima imagine,
     Ritratto vivente
     Del tempo presente.

Lentato ogni freno
     65Ti getti sul mondo
     Spargendo il veleno
     Dell’alito immondo,
     E appesti ed infracidi
     Le menti ed i cuori
     70Di turpi vapori.

Maestro nell’arte
     Di nuovi delitti
     Tu lordi le carte
     Del plico Giolitti,
     75Tu puzzi nel carcere
     Sul labbro bugiardo
     Del vecchio Bernardo.

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Aiuti i sensali
     Dei voti comprati,
     80Avalli cambiali
     Pe’ tuoi deplorati,
     Trionfi, pontifichi
     De’ ladri nel coro
     Men porco di loro.