Rime (Berni)/XIV. Capitolo della primiera

XIV. Capitolo della primiera

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XIII. Capitolo dell'ago XV. Sonetto contra la primiera

   

Tutta l’età d’un uomo intera intera,
se la fusse ben quella di Titone,
3non basterebbe a dir della primiera;

non ne direbbe affatto Cicerone,
né colui ch’ebbe, come dice Omero,
6voce per ben nove millia persone:

un che volesse dirne daddovero,
bisognere’ ch’avesse più cervello
9che chi trovò gli scacchi e ’l tavoliero.

La primiera è un gioco tanto bello
e tanto travagliato, tanto vario,
12che l’età nostra non basta a sapello;

non lo ritroverebbe il calendario
né ’l messal ch’è sì lungo, né la messa,
15né tutto quanto insieme il brevïario.

Dica le lode sue dunque ella stessa,
però ch’un ignorante nostro pari
18oggi fa ben assai se vi s’appressa;

e chi non ne sa altro, almanco impari
che colui ha la via vera e perfetta
21che gioca a questo gioco i suoi danari.

Chi dice egli è più bella la bassetta
per esser presto e spacciativo gioco,
24fa un gran male a giocar se gli ha fretta.

Questa fa le sue cose a poco a poco;
quell’altra, perché ell’è troppo bestiale,
27pone ad un tratto troppo carne a foco,

come fanno color c’han poco sale
e que’ che son disperati e falliti
30e fanno conto di capitar male.

Nella primiera è mille buon partiti,
mille speranze da tenere a bada,
33come dire "carte a monte" e "carte e ’nviti",

"hi l’ha" e "chi non l’ha", "vada" e "non vada",
star a flusso, a primiera e dire: "A voi",
36e non venir al primo a mezza spada:

ché, se tu vòi tener l’invito, puoi;
se tu no ’l vuoi tener, lasciarlo andare,
39metter forte e pian pian, come tu vuoi;

puoi far con un compagno anche a salvare,
se tu avessi paura del resto,
42et a tua posta fuggire e cacciare.

Puossi far a primiera in quinto e ’n sesto,
che non avvien così ne gli altri giochi,
45che son tutte novelle a petto a questo;

anzi son proprio cose da dapochi,
uomini da nïente, uomini sciocchi,
48come dir messi e birri et osti e cuochi.

S’io perdessi a primiera il sangue e gli occhi
non me ne curo; dove a sbaraglino
51rinnego Dio s’io perdo tre baiocchi.

Non è uom sì fallito e sì meschino,
che s’egli ha voglia di fare a primiera,
54non truovi d’accattar sempre un fiorino.

Ha la primiera sì allegra cera
che la si fa per forza ben volere
57per la sua grazia e per la sua maniera.

Et io per me non truovo altro piacere
che, quando non ho il modo da giocare,
60star dirieto ad un altro per vedere;

e stare’vi tre dì senza mangiare,
dico bene a disagio, ritto ritto,
63come s’io non avessi altro che fare;

e per suo amore andrei fin in Egitto
et anche credo ch’io combatterei,
66defendendola a torto et a diritto.

Ma s’io facessi e dicessi per lei
tutto quel ch’io potessi fare e dire,
69non arei fatto quel ch’io doverei;

però, s’a questo non si può venire,
io per me non vo’ innanzi per sì poco
72durar fatica per impoverire:

basta che la primiera è un bel gioco.