Rime (Andreini)/Sonetto LXXVIII

Sonetto LXXVIII

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SONETTO LXXVIII.


O
Di felice Heroe sposa felice

In cui di Dio l’alma beltà riluce,
     Chi ti mira al Ciel poggia, e di sua luce
     Beàto oblìa del Mondo ogni pendice:
Quivi à’ rài del gran Sol quasi Fenice
     Per te l’alma rinasce. hor se n’adduce
     Tal gioia il bel, ch’al desir nostro è Duce
     Che più si brama, e che bramar più lice?
Chi di vera beltà vuol solcar l’onde
     Alta Regina in tè fermi il pensiero
     Poi creda il legno à l’acque, e ’l lino à i venti;
Nè speri l’aure al suo voler seconde,
     Se più oltre varcar brama Nocchiero,
     Che son Abila, e Calpe i lumi ardenti.