Rime (Andreini)/Sonetto CXXXI

Sonetto CXXXI

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SONETTO CXXXI.


H
Or che pieno d’ardor fremendo rugge

Il celeste Leon Filli te n’ vai;
     E per te stessa pure intendi, e sai
     Com’egli i campi, e gli animali strugge.
Già di Liguria il vago suol non fugge;
     Onde seguir il tuo pensier potrai.
     Deh cedi à lui, che con gli ardenti rài
     Avido il sangue da le vene hor sugge;
E se pur fisso hai di partir, almeno
     Questo schermo a l’arsura ancor che lieve
     In don prender da me non ti sia greve;
Ed ella. ah ben mi porgi ò mio Fileno
     Riparo incontr’al Sol, che ’n Ciel risplende,
     Ma dal Sol, c’hò nel cor chi mi difende?