Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/907

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[p. 256 modifica] che ciò sia vero, osservate. Come si potrebbe rimediare a questo costume, ancorché egli sia in ultima analisi arbitrario e dipendente dalla volontà? [p. 257 modifica]Con un accordo generale dei principi, di tutti coloro che possono mai guerreggiare? Non ignoro che questo accordo si tentò, o si suppose che si tentasse o proponesse al Congresso di Vienna. E certo l’occasione era l’ottima che potesse mai darsi, ed altra migliore non si darà mai. So però che nulla se n’é fatto. Forse avranno conosciuta l’impossibilità, che realmente vi si oppone. Primo, qual è oggi la guarentia de’ trattati, se non la forza o l’interesse? Qual forza dunque o quale interesse vi può costringere a non cercare il vostro interesse con tutte le forze che potete? Secondo, (e questo prova piú immediatamente che, anche volendo, non si può rimediare) chi si fida di un trattato precedente in tempo di guerra? Chi non conosce quello che ho detto qui sopra nel primo luogo? e generalmente, chi non conosce la natura universale e immutabile dell’uomo? Se dunque il principe conosce tutto ciò, dunque sospetta del suo nemico; dunque, anche non volendo, è obbligato a tenersi e provvedersi in modo ch’egli sappia resistere quanto piú si può a qualunque forza che il nemico voglia impiegare per attaccarlo. Chi è colui che possa levar mille uomini e ne levi cento, non sapendo se il nemico l’assalterà