Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/539

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[p. 50 modifica] come stanno; i piú tardi, restii, difficili a mutar nulla del presente, malgrado l’utilità o necessità conosciuta. E quanto è maggiore l’abito di riflettere e la profondità dell’indole, tanto è maggiore la difficoltà e l’angustia di risolvere (21 gennaio 1821).


*    Ma non perciò è segno di molto talento il soler sempre e subito determinarsi a non credere (come anche a non fare). Anzi perciò appunto è indizio di piccolo spirito. Il non credere è una determinazione: e gli uomini veramente sapienti e profondi ed esperti sanno quante cose possano essere, quanto sia difficile [p. 51 modifica]il negare, quanto sia vero che dall’incertezza e oscurità delle cose, dalla difficoltà di affermare, deriva necessariamente anche quella di negare, cioè affermare che una cosa non è, genere anch’esso di affermazione. E però se una cosa non manca affatto di prova o di prova sufficiente a muover dubbio, o s’ella non è del tutto assurda o riconosciuta evidentemente da lui stesso per falsa o col fatto o colla ragione; eccetto in questi casi,