Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3510

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[p. 431 modifica] perfettamente in parti anche minutissime, non col pensiero solo, ma con gl’istrumenti da ciò, e come fosse quasi materia, e queste parti si annoverano e si raccolgono, e il loro numero si conosce colla certezza che dà l’aritmetica. Ora egli è certissimo che la lunghezza di una medesima quantità di tempo ad altri è veramente maggiore ad altri minore, e ad un medesimo individuo può essere, ed è, quando maggiore quando minore. Onde può dirsi con verità che una medesima data porzione di tempo or dura piú or meno ad un medesimo individuo, ed a chi piú a chi meno. Lasciamo stare che il tempo disoccupato, annoiato, incomodato, addolorato e simili, riesce e si [p. 432 modifica]sente esser piú lungo che quel medesimo o altrettanto spazio di tempo occupato, dilettevole, passato in distrazione e simili;1; e ciò ad un medesimo individuo, o a diversi individui d’una sola specie in un tempo medesimo, o in tempi diversi. Lasciando questo, si osservi che agli animali i quali vivono meno dell’uomo per lor natura, a quelli che vivono al piú trent’anni, venti, dieci, cinqu’anni,

Note

  1. Nella rimembranza è molte volte il contrario, che piú corto pare il tempo passato senza occupazione e uniformemente, perché allora nella memoria l’una ora e l’un dí si confonde e quasi sovrappone coll’altro, in modo che molti paiono un solo, non avendovi differenza tra loro, né moltitudine di azioni o passioni che si possa numerare, l’idea della qual moltitudine si è quella che produce l’idea della lunghezza del tempo, massime passato ec. Ma di questo pensiero altrove s’è scritto.