Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3047

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[p. 153 modifica] anche generalmente ricevuta oggidí appresso gli eruditi stranieri (26 luglio 1823, dí di S. Anna).


*    La forza, l’originalità, l’abbondanza, la sublimità, ed anche la nobiltà dello stile, possono, certo in gran parte, venire dalla natura, dall’ingegno, dall’educazione, o col favore di queste acquistarsene in breve l’abito, ed acquistato, senza grandissima fatica metterlo in opera. La chiarezza e (massime a’ dí nostri) la semplicità (intendo quella ch’é quasi uno colla naturalezza e il contrario dell’affettazione sensibile di qualunque genere ella sia, ed in qualsivoglia materia e stile e composizione, come ho spiegato altrove), la chiarezza e la semplicità (e quindi eziandio la grazia che senza di queste non può stare, e che in esse per gran parte e ben sovente consiste), la chiarezza, dico, e la semplicità, quei pregi fondamentali d’ogni qualunque scrittura, quelle qualità indispensabili, anzi di primissima necessità, senza cui gli altri pregi a [p. 154 modifica]nulla valgono e colle quali niuna scrittura, benché niun’altra dote abbia, è mai dispregevole, sono tutta e per tutto opera dono ed effetto dell’arte.