Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1992

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[p. 480 modifica] la loro vena imitativa (sia pur felicissima), nell’imitar cose ignote o poco note o niente familiari a’ lettori agli spettatori, o al piú de’ medesimi (26 ottobre 1821).


*    Alla p. 1108. principio. Da quietus di quiescere abbiamo quietare e quietari non nell’uso degli antichi, ma nella testimonianza di Prisciano, il quale (l. VIII. p. 799. Putsch). gli annovera tra quei verbi che suonano lo stesso nella voce attiva e nella passiva. Ne fa pur testimonianza il quietator di due medaglie di Diocleziano, il qual nome non può venire che da quietatus participio passato, come tutti gli altri dello stesso genere. Or questi verbi il Forcellini gli spiega quietum facere, pacare, tranquillare. E veramente questa è la significanza del nostro quietare, quetare, chetare, acquetare, acquietare, acchetare. Nondimeno lo spagnuolo quedar, che è tutt’uno con quietare, come quedo