XCVII

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XCVI XCVIII
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XCVII.

Ha sembianza di paradosso, ma coll’esperienza della vita si conosce essere verissimo, che quegli uomini che i francesi chiamano originali, non solamente non sono rari, ma sono tanto comuni che sto per dire che la cosa piú rara nella societá è di trovare un uomo che veramente non sia, come si [p. 57 modifica]dice, un originale. Né parlo giá di piccole differenze da uomo a uomo: parlo di qualitá e di modi che uno avrá propri, e che agli altri riusciranno strani, bizzarri, assurdi: e dico che rade volte ti avverrá di usare lungamente con una persona anche civilissima, che tu non iscuopra in lei e ne’ suoi modi piú d’una stranezza o assurditá o bizzarria tale, che ti fará maravigliare. A questa scoperta arriverai piú presto in altri che nei francesi, piú presto forse negli uomini maturi e vecchi che ne’ giovani, i quali molte volte pongono la loro ambizione nel rendersi conformi agli altri, ed ancora, se sono bene educati, sogliono fare piú forza a sé stessi. Ma piú presto o piú tardi, scoprirai questa cosa alla fine nella maggior parte di coloro coi quali praticherai. Tanto la natura è varia: e tanto è impossibile alla civiltá, la quale tende ad uniformare gli uomini, di vincere in somma la natura.