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XLIX LI
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In un libro che hanno gli ebrei di sentenze e di detti vari, tradotto, come si dice, d’arabico, o piú verisimilmente, secondo alcuni, di fattura pure ebraica, fra molte altre cose di nessun rilievo, si legge che non so qual sapiente, essendogli detto da uno, ‛io ti vo’ bene’, rispose: ‛oh perché no? se non sei né della mia religione, né parente mio, né vicino, né persona che mi mantenga’. L’odio verso i propri simili, è maggiore verso i piú simili. I giovani sono, per mille ragioni, [p. 34 modifica]piú atti all’amicizia che gli altri. Nondimeno è quasi impossibile un’amicizia durevole fra due che menino parimente vita giovanile; dico quella sorte di vita che si chiama cosí oggi, cioè dedita principalmente alle donne. Anzi tra questi tali è meno possibile che mai, sí per la veemenza delle passioni, sí per le rivalitá in amore e le gelosie che nascono tra essi inevitabilmente, e perché, come è notato da Madama di Staël, gli altrui successi prosperi colle donne sempre fanno dispiacere, anche al maggiore amico del fortunato. Le donne sono, dopo i danari, quella cosa in cui la gente è meno trattabile e meno capace di accordi, e dove i conoscenti, gli amici, i fratelli cangiano l’aspetto e la natura loro ordinaria: perché gli uomini sono amici e parenti, anzi sono civili e uomini, non fino agli altari, giusta il proverbio antico, ma fino ai danari e alle donne: quivi diventano selvaggi e bestie. E nelle cose donnesche, se è minore l’inumanitá, l’invidia è maggiore che nei danari; perché in quelle ha piú interesse la vanitá; ovvero, per dir meglio, perché v’ha interesse un amor proprio, che fra tutti è il piú proprio e il piú delicato. E benché ognuno nelle occasioni faccia altrettanto, mai non si vede alcuno sorridere o dire parole dolci a una donna, che tutti i presenti non si sforzino, o di fuori o fra sé medesimi, di metterlo amaramente in derisione. Onde, quantunque la metá del piacere dei successi prosperi in questo genere, come anche per lo piú negli altri, consista in raccontarli, è al tutto fuori di luogo il conferire che i giovani fanno le loro gioie amorose, massime con altri giovani; perché nessun ragionamento fu mai ad alcuno piú rincrescevole; e spessissime volte, anche narrando il vero, sono scherniti.