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272 pensieri (3894-3895)

discaper sua natura ec. non accade dilungarsi a mostrarlo, anzi neppure a ricordarlo, essendo già e provato e notissimo (19 novembre 1823). Certo la superstizione non ha luogo negli animali anche i piú socievoli. Dunque l’uomo per natura è men sociale che alcun’altra specie ec. Vedi la p. 3896.


*    Diminutivi positivati. Faisceau da fascis e per fascis. Similmente fastello, quasi fascettello. Gocciola, gocciolare sgocciolare ec. diminutivi equivalenti ai positivi goccia, gocciare, sgocciolare ec. da gutta. Questi diminutivi, cioè gocciola (e cosí frombola  (3895) di cui p. 3636, margine, benché fromba non sia nome latino), ec. e simili altri in olo ec. breve, sono alla latina; il che è da notare (20 novembre 1823).


*    Il sonno e tutto quello che induce il sonno ec., è per se stesso piacevole, secondo la mia teoria del piacere ec. Non c’é maggior piacere (né maggior felicità) nella vita, che il non sentirla (20 novembre 1823).


*    Alla p. 3876. Venio ha già perduto il suo i in veni il cui i non è il radicale, ma quello della terminazione del perfetto, se già esso non comprende ambo gl’i, come negli antichi codici e monumenti si trova assai spesso audi per audii, Tulli per Tullii, anzi regolarmente Tulli e non Tullii ec., del che vedi il Conspectus orthographiae cod. vaticani de Republica di Niebuhr. In ogni modo è certo che virtualmente l’i, per esempio di Tulli, contiene due i, come il moderno nostro (e latino) -j-. Del resto, anomalie che faccian perdere l’i radicale ai temi della quarta sono moltissime. Per esempio, vincio-vinxi (dove l’i secondo non è il radicale), sentio-sensi ec. Contrazioni altresí moltissime, come saltum di salio per salitum ec. ec. ec. Audisti audistis ec. sono contrazioni, non, cred’io, di audiistis ec. ma di audivisti, come amasti di amavisti;