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364 pensieri (1779-1780-1781)

Le lodi che dà Orazio all’ubbriachezza versano per lo piú sulla dimenticanza e quindi sul torpore ch’ella cagiona. Per causa della dimenticanza è pur piacevole un’allegria viva, dove l’anima rinunzia come a se stessa e intorpidisce affatto per una parte, mentre si ravviva per l’altra. La dimenticanza insomma e la quiete totale delle passioni è sempre piacevole, da qualunque cagione prodotta, siccome per lo contrario è piacevole la vita delle passioni (24 settembre 1821).


*   Noi diciamo agevole ec., i francesi aisé, la qual parola è manifestamente corrotta e deriva da un’altra a cui la nostra s’avvicina molto piú; cioè agibilis, quod agi  (1780) potest, siccome facilis, quod fieri potest, onde viene a dir quasi lo stesso, come infatti agevole è sinonimo di facile. Si vede dunque che questa parola agibilis in senso di facile apparteneva al volgare latino, dal quale rimase in due diverse lingue che ne derivarono. Giacché il latino barbaro de’ bassi tempi era diversissimo non solo nelle diverse nazioni, ma quasi in ciascuna provincia, scrittore ec. Ed aisé deriva da agibilis o agevole, come poi da aise ec. derivò il nostro agio agiato agiatamente adagio ec. Tutte corruzioni moderne della radice ago. Vedi Forcellini e Ducange (24 settembre 1821).


*   Una sorgente di piacere nella musica, indipendente dall’armonia per se stessa, dall’espressione, dal suono ancora o dalla natura del canto in quanto voce ec. ec., sono gli ornamenti, la speditezza, la volubilità, la sveltezza, la rapida successione, gradazione e variazione dei suoni o de’ tuoni della voce, cose le quali piacciono per la difficoltà, per la prontezza (ho detto altrove, cioè p. 1725, capoverso 2, perché  (1781) questa sia piacevole), per lo straordinario ec., tutto indipendente dal bello. Senza la vivace mobilità e varietà de’ suoni, sia in ordine alla armonia sia alla me-