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nato dell’angelo risale al tempo immediatamente posteriore alla prima congiura che funestò il regno di Ferdinando. E valga il vero, propenderei piuttosto a riconoscere in quella effigie di san Michele, non già la statua del monte Gargano, ma sì il patrono sotto cui fu posto l’insigne sacro e militar ordine dell’armellino, fondato dal re stesso a ricompensare i baroni che se gli erano conservati fedeli; nel cui statuto de’ 29 settembre 1465 il re dichiara: Consecramo et dedicamo questo ordine al prefato sancto Michele Archangelo, lo quale pigliamo in protectore del ordine et de tutti li confrairi1; colle quali parole concorda il disposto dagli altri capitoli, concernenti il festeggiamento del giorno di san Michele, che dovevasi celebrare colla maggior pompa dai cavalieri nella chiesa ad esso intitolata. Così del pari nel motto Justa tuenda amo ravvisare meglio un’impresa cavalleresca del re, che non una scusa da lui mendicata a giustificare il suo operato, in tempi eccezionali e di guerre civili. E ciò tanto più mi trovo indotto a credere, leggendo la stessa impresa sopra un’armellina, moneta del valore di quattro grana2, certamente coniata anch’essa in memoria della fondazione dell’ordine.

Ma poichè le armelline si stamparono tanto nella zecca di Napoli come in quella dell’Aquila, così mi è qui d’uopo descriverne una aquilana, quantunque di conio posteriore, recando anch’essa, come il coronato, la iniziale del Tramontano.

D. ferrandvs:d:g:r:sic. Scudo sormontato dalla regia corona, e foggiato a frontale di cavallo, colle armi inquartate di Napoli e di Aragona.

R. serena.*.omnia. Armellino gradiente a s., sopra cui svolazza un cartello col motto decorvm; nel vano interposto fra il cartello e l’animale, tre rose; nell’esergo, aquiletta, la sigla t e tre rose, due a’ lati, una in mezzo. Vedi il n. 17 della se-

  1. G. M. Fusco, I capitoli dell’ordine dell’Armellino, Napoli 1845, p, 12.
  2. G. V. Fusco, Dichiarazione di alcune monete battute nel reame di Napoli, negli Annali di Numismatica del Fiorelli, T. I, pag. 179. tav. V, n. 6.