Pagina:Vita di Dante.djvu/267


1300 257

novità che fin dal principio di quell’anno occupava l’attenzione non che di Roma, ma d’Italia e di tutta la Cristianità. Tempi erano, ne’ quali le passioni buone e cattive erano esaltate e sfrenate sì più assai, e così i delitti più frequenti che non ai dì nostri; ma pur tra le passioni e i delitti regnava universalmente una fede inconcussa, ed un amor pieno e devoto alla religione de’ padri, a quella religione che se non fosse per natura sua cattolica, s’avrebbe a dire per istoria specialmente italiana. Nè monta che alcuni pochi, come vedemmo, avesser nome di Epicurei, e sorgesse poco dopo una eresia ristretta fra alcune ville dell’alpi Novaresi; chè questa medesima ristrettezza, e il niuno appiglio trovato nella opinione nazionale, mostrano appunto la unanimità di quest’opinione cristiana, cattolica e devota alla Sede Romana. Ed all’appressare dell’anno ultimo del secolo si sparse tra’ cristiani una voce: essere uso antico di questa Santa Sede di concedere ad ogni tale centesimo anno una indulgenza plenaria1 . Non s’ha memoria di tale antichità dell’uso;

  1. Vedi Muratori annal. all’ann. 1300.