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gente. Avea ella inteso che era suo dovere l’esser madre della fanciulla, che da lei dipendeva la felicità di essa; che la gloria di Dio ci stava altamente: bastò questo, perchè il suo cuore pieno di una nativa scintillante dolcezza spronato da tali motivi passasse la mete delle naturali attenzioni materne in tutti i rapporti. Quindi l’educazione, la custodia, l’ammaestramento, l’attenzione ai bisogni, lo studio delle inclinazioni, l’arte di adescarne il cuore, l’impegno per ispirarle nell’animo sentimenti simili a’ suoi, furono per Cecilia un offizio che tutta dolcemente l’occupava, e che esercitò in maniera da vincolarsi indicibilmente il cuore e lo spirito della figliuola.

Trovandosi ella unica donna padrona, concepì subito l’idea del suo dovere nella sorveglianza dei domestici, attesochè questa pare specialmente demandata alle padrone, e perchè gli uomini si stanno di meno in casa, e