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gna un accordo perpetuo tra il senso delle parole e l'espressione musicale». Ed è questa, diciamo noi, la forma vera e più solenne, la sola ragione onde la musica vocale esiste, ci commove, ci rapisce. Così l'intesero per sitinto sovrano, avvolorato dagli studî e dalle esperienze, fondate sulle Opere di altri insigni, i più famosi Maestri, dal nostro Scarlatti a Pergolese, da Mozart a Weber, a Rossini, a Donizetti, sino al Vecchio immortale che le ha dato ardimenti e linguaggi di dramma possente e gagliardo. Ma nell'anima del Bellini codesta espressione, codesta unione della parola col suono, codesta interpretazione spirituale del pensiero ebbe la sua più felice manifestazione nella semplicità quasi verginale, nella parsimonia dell'orchestra, che accompagna, commentandolo, il canto, emanante e svolgentesi dall'anima. Ora si dice povera la sua orchestra, senza considerare che la sua povertà è la sua ricchezza; nella sua calma la profondità delle passioni; nella sua semplicità quanta forza, quanta grandezza, quanta verità!1

  1. Stimo pregio di questo lavoro trascrivere il se-