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mente da un momento all’altro di esser geloso, dopo tanto tempo che aveva chiuso gli occhi, ed era la miglior pasta d’uomo e di marito che fosse al mondo.

— Cosa avete oggi, compare? — gli disse.

— Ho, che se vi vedo un’altra volta in casa mia, com’è vero Dio, vi faccio la festa!

Don Liborio si strinse nelle spalle e se ne andò ridendo. Lui entrò in casa tutto stralunato, e ripetè alla moglie: — Se vedo qui un’altra volta “il signor compare„ com’è vero Dio, gli faccio la festa!

Venera si cacciò i pugni sui fianchi, e cominciò a sgridarlo e a dirgli degli improperi. Ei si ostinava a dire sempre di sì col capo, addossato alla parete, come un bue che ha la mosca, e non vuol sentir ragione. I bambini strillavano al veder quella novità. La moglie infine prese la stanga, e lo cacciò fuori dell’uscio per levarselo dinanzi, dicendogli che in casa sua era padrona di fare quello che le pareva e piaceva.

“Pentolaecia„ non poteva più lavorare nel maggese, pensava sempre a una cosa, ed aveva una