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come lui, e si tenevano sempre chiusi là dentro e guardati a vista.

Da quel momento provò una malsana curiosità per quell’uomo che aveva provata la prigione e ne era scappato. Dopo poche settimane però il fuggitivo dichiarò chiaro e tondo che era stanco di quella vitaccia da talpa, e piuttosto si contentava di stare in galera tutta la vita, chè la prigione, in confronto, era un paradiso, e preferiva tornarci coi suoi piedi.

— Allora perchè tutti quelli che lavorano nella cava non si fanno mettere in prigione? — domandò Malpelo.

— Perchè non sono malpelo come te! — rispose lo Sciancato. — Ma non temere, che tu ci andrai! e ci lascerai le ossa!

Invece le ossa le lasciò nella cava, Malpelo come suo padre, ma in modo diverso. Una volta si doveva esplorare un passaggio che doveva comunicare col pozzo grande a sinistra, verso la valle, e se la cosa andava bene, si sarebbe risparmiata una buona metà di mano d’opera nel cavar