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.... e chi vive si dà pace. 223

un sasso, due cuori uniti e una croce sopra. Lajn non voleva, per via del malaugurio; però l’aveva presa fra le braccia, intenerito anche lui, tanto non passava nessuno nella stradicciuola fangosa di là dall’argine. Essa diceva di no, diceva di no, col cuore gonfio. Guardava piuttosto un gran muraglione nerastro ch’era dirimpetto, quasi volesse stamparselo negli occhi. Gli diceva: — Guarda anche tu! anche tu! — Aveva il viso triste, poveretta! Calava la sera desolata, con una squilla mesta e lontana dell’avemaria che picchiava sul cuore. Quanto piangere fece Anna Maria cheta cheta nel fazzolettino ricamato!

Prima di lasciarla, sull’angolo della via, egli le aveva detto: — Verrò a salutarti un’altra volta, prima di partire; fatti portare sulla porta. — E si tenevano per mano, non si risolvevano a staccarsi l’uno dall’altro. Lajn Primo tornò infatti a salutarla un’altra volta, prima di partire, come passasse per caso, nell’andare in quartiere. Anna Maria teneva per mano la