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XIII.


— Come va che non s’è più visto, marchese Alberti? udì esclamare dietro di sè.

Si voltò, e vide la contessa Armandi a cavallo, che si era fermata sulla via, a due passi da lui. La contessa stava bene in sella, l’amazzone disegnava elegantemente il suo bel corpo, il velo azzurro le svolazzava sul viso, come la baciasse, la cavalla, col freno tutto bianco di spuma, allungava il collo e scuoteva la bella testolina colla grazia di una gazzella addomesticata.

— Bisogna proprio incontrarlo per via! disse l’Armandi stendendogli la mano all’altezza del suo ginocchio. Fortuna che viene a cercare i dolci tramonti, e i bei punti di vista!... Farebbe anche dei versi, marchese?

Il sorriso di lei era così gaio, che il giovane se lo sentiva quasi comunicare, e rispose:

— Non ho questo vizio, contessa.