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X.


In quel tempo fu recato in villa un invito pel ballo della contessa Armandi.


Andarono in una magnifica sera d’autunno. Le siepi fiorite esalavano vigorosi profumi; le sonagliere dei cavalli avevano un non so che di festoso; le fruste dei postiglioni scoppiettavano allegramente; l’ultima squilla dell’avemaria moriva in lontananza, coll’ultimo raggio di sole che colorava di tinte opaline uno strappo di cielo.

Il giardino della villa Armandi era illuminato, la scala adorna di fiori, tutte le finestre brillavano come le lenti di una lanterna magica. — Alberto guardava avidamente — attraverso un iride di tappezzerie, di colori, di dorature e di specchi; vedevasi un via vai di gente