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rei a sospettare.... Non mi sbalùgina nè meno per la mente!

Giulio lo avrebbe supplicato di smettere; e Niccolò ficcava all’incontrario i libri nello scaffale, che era anche troppo corto.

Passava tutto il reggimento, e si sentivano soltanto i passi cadenzati. Involontariamente, tutti e tre si voltarono ai vetri della porta; sempre con lo stesso stato d’animo, che si faceva anzi più intenso. All’improvviso, la banda attaccò con tutti gli strumenti una marcia. I vetri tremarono; e tutti e tre si riscossero. Essi ascoltavano; e i loro sentimenti pare vano aumentare, benchè in contrasto con la musica sgargiante; come stupefatti.

Quando si fu allontanata, essi si sentirono un’altra volta insieme, allo stesso punto, con l’animo sospeso. Il Nicchioli aspettò un poco, e poi riprese:

— Vedete come siete voi?.... Io sono differente.... non per vantarmene....

Niccolò disse con la sua voce robusta, che faceva subito credere: