Pagina:Trattato di archeologia (Gentile).djvu/126

78 Arte italica.

più antichi della necropoli atestina, e anche a località transalpine, dove furono popolazioni di stirpe indo-eupopea, con quel comun fondo di civiltà che le ricerche etnologiche e linguistiche mostrano proprio di quella stirpe.


IX. — Civiltà ed arte etrusca alla Certosa

e a Marzabotto.

(Ved. tav. 26-29).


La dominazione umbra, estesasi al di qua e al di là dell’Appennino, viene combattuta e cacciata dentro più brevi confini dagli Etruschi, che nella valle dell’Arno e in quella del Po posero le loro sedi: e la dominazione etrusca a sua volta poi viene nella valle Padana distrutta dall’invasione dei Celti, che, stendendosi più giù fra l’Appennino e l’Adriatico, restringono dentro termini ancor più brevi l’occupazione degli Umbri, già tanto oppressi dagli Etruschi.

Del passaggio d’una in altra e della successione di queste dominazioni, chiare ed abbondanti traccie si conservarono nel territorio felsineo, e particolarmente alla Certosa di Bologna e nel vicino borgo di Marzabotto.

1. Antichità della Certosa. — Nella Certosa, sontuoso cimitero monumentale di Bologna moderna, a datare dall’anno 1869, incominciò una serie di scavi e di scoperte importantissime, che, sotto il terreno delle tombe moderne, svelarono l’esistenza d’una vasta necropoli antica.

Gli scavi alla Certosa e in terreni contermini, sapientemente condotti sotto la direzione del ch. ing. A. Zannoni, e i numerosi oggetti raccolti e da lui stesso illustrati, hanno sparso nuova luce non solo sulla storia antichissima di questa regione,