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bata; poi, miagolando, saltò e sparì non si sa dove.

— Ecco fatto. S'è ricordato tardi di miagolare!

— C'è voluto poco da vero!

E risero, ammirando.

Domenico, tenutosi alquanto discosto, anche per esagerare il ribrezzo, disse a quell'uomo:

— Quanto devi avere?

— Una lira. È troppo?

— Una lira?

— Mi dia quello che vuole. Tanto con lei bisogna fare a modo suo.

Gli era rimasta la bocca storta dopo un attacco di paralisi; e i suoi occhi cisposi lagrimavano sempre.

— Ti dò mezza lira; e verrai a mangiare un piatto di spaghetti alla trattoria.

E gli contò i soldi.

L'uomo li tenne un momento nel palmo della mano, quasi pesandoli; poi, facendo una smorfia di scontento malizioso, se li cacciò in tasca dopo aver guardato che non fosse rotta.

— Almeno che gli spaghetti siano abbondanti!

E girati gli occhi attorno agli assalariati, che si erano riuniti per far colazione, toccò il ventre di Domenico; dicendo:

— Ecco come ingrassano i ricchi!