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54 DEGLI ANNALI

casi della guerra, la sorte umana. Mandò Cecina a riconoscere il bosco a dentro, e far ponti e ghiaiate a’ pantani e a’ fanghi. Vanno per quei luoghi dolenti, di sozza vista e ricordanza. Riconoscevasi il primo alloggiamento di Varo dal circuito largo, e dalle disegnate Principia1 per tre legioni. In oltre nel guasto steccato e piccol fosso si argomentavano ricoverate le rotte reliquie. Biancheggiavano per la campagna l’ossa ammonticellate o sparse, secondo fuggiti si erano o arrestati: per terra erano pezzi d’arme, membra di cavalli, e a’ tronconi di alberi teste infilzate; e per le selve orrendi altari, ove furon sacrificati i tribuni e i centurioni dei primi ordini. Gli scampati dalla rotta, o di prigionia, contavano: „Qui caddero i Legati, qua furon l'aquile tolte, là Varo ebbe la prima ferita, colà si finì con la sua infelice destra; in quel seggio Arminio orò: quante croci, quali fosse per li prigioni, che scherni all'Aquile e alle insegne feo l'orgoglioso!„

LXII. E così, l'anno sesto della sconfitta, il romano esercito seppelliva l’ossa delle tre legioni, niuno riconoscente le cui: tutte come di parenti, come di congiunti (con tanta più ira e duolo) le ricoprirono. Cesare gittò la prima zolla per lo sepolcro, gratissima pietà a’ defunti, e ai vivi affratellanza nel duolo. Questo a Tiberio non piacque, o perchè egli ciò che faceva Germanico, tirasse al peggiore, o gli la paresse rimembranza de’ compagni riveduti in pezzi o avanzati alle fiere, aver l’esercito scorato del combattere, e spaventato de’ nemici. Nè aver do-

  1. Vedi la postilla del secondo libro § XVII per la dichiarazione di questa voce.