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12 DEGLI ANNALI

corpo voleva accompagnare1; nè altra pubblica cura. Morto Augusto, diede come imperadore il nome 2 alle guardie, teneva scolte, armi, e corte formata: soldati in piazza, in senato l'accompagnavano: scrisse agli eserciti come nuovo principe, nè mai andò a rìlento se non favellando in senato, per gelosia principalmente che Germanico con tante legioni, aiuti oltre numero, favor di popolo maraviglioso, non volesse anzi l’imperio, che la speranza3. Quelle lustre faceva4 per aver fama d’essere stato all’imperio dalla repubblica eletto e pregato, e non traforatovi per lusinghe di moglie e per barbogia adozione. Facevale ancora (che poi si conobbe) per penetrare i cuori de’ grandi, i cui motti e visi5 al peggio tirava e serbava.

VIII. Il primo dì del senato non volle si trattasse

  1. Nel principio del terzo libro dice come Augusto accompagnò il corpo di Druso da Pavia a Roma; e Dione nel 57, che Tiberio fu dell’aver toccato quel cadavere, che vietato era a chi teneva pubblica maestà, assoluto e accompagnato.
  2. Sono i contrassegni o nomi, come Palma, Stella e altri; e suoni, come trombe, corni e simili che s’odono; o bandiere incamiciate, polverio, fuochi, lumiere e altre cose che si veggono.
  3. Tratto da Livio nel primo. Sollecitava perchè Germanico non gli furasse le mosse, e per addormentare lui o altri, tanto che s’assodasse. Dione 57.
  4. Per un’altra ragione volpina, dice Dione, lib. 57, cioè perchè Germanico, o altri che volesse occupar l’imperio, si trattenesse con qualche speranza, in tanto esso Tiberio vi si assodasse.
  5. Che men seguon voler nei più veraci: nè possiamo a certe stravaganze tenerci di non le motteggiare, come colui che dice: Gli altri prima accettano, e poi pigliano: costui ha preso l’imperio, e non l’accetta.