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168 DEGLI ANNALI

tempi affiggerne in bronzi sagrata memoria1, acciò la religione non trascorresse in ambizione.

LXIV. In questo tempo a Giulia Augusta venne male repentino, che sforzò il principe a correre a Roma; essendo per ancora tra madre e figliuolo concordia o coperto l’odio, della da lei dianzi posta immagine al divino Augusto vicino al teatro di Marcello2, col nome di Tiberio dietro al suo; la

  1. Il testo de’ Medici dice, fiere aera. Il Beroaldo, che prima lo stampò, racconciò facere aras. Con altra accortezza, il segretario Picchena con una lettera sola tramessa, legge figere aera; essendo antico costume scrivere memorie e leggi in tavole di bronzo affisse in luoghi pubblici, come dice Tacito nostro nell’undecimo. Et formae literis latinis, quae veterrimis Graecorum; sed nobis quoque paucae primum fuere; deinde additae sunt. Quo exemplo Claudius tres litteras adiecit, quae usui imperitante eo; post oblitteratae aspiciuntur etiam nunc in aere publicandis plebiscitis per fora ac tempia fixo. Correggo dunque il mio volgare così: „Fatti ne furono i privilegi a grande onore; postovi però regola, e comandato in essi tempj affiggerne in bronzi sagrata memoria, acciò la religione non trascorresse in ambizione.„ Una delle tre lettere di Claudio si vede in questo marmo in Roma; TI. CLAVDIUS DRVSI. F. CAESAR AVG. GERMANICVS PONT. MAX. TRIB. POT. VIIII. IMPERATOR. XVI. COS. IIII. CENSOR. P. P. AVCTIS POPULI ROMANI FINIBUS. POMERIVM AMPLIAVIT TERMINA ITQ. E in quest’altro: ANTONIAI. AVGVSTAI. DRUSI. SACERDOTI. DIVI. AVGVSTI. TI. CLAVDII. CAESARIS AVG. F. F. Quando e dove le lettere si trovassero, vedi Tacito nel soprallegato luogo.
  2. Intendo io aver Livia dedicato ad Augusto la immagine di lui presso al teatro di Marcello, e non la immagine di Marcello ad Augusto, perchè alli Iddii si consagravano le immagini loro (al divino Augusto in Bovile) e non le altrui,