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156 DEGLI ANNALI

min se1 i Padri citeranno Sacroviro a comparire per questo caso di stato? Vedi ve’, che pur ci ha chi sappia con l’armi stampanare questi pistolotti scritti col sangue. Tronchi la guerra di colpo alla repubblica il collo, anzi che pace sì sciagurata lo cincischi.„ Tanto più saldo e sicuro, senza cangiar volto nè luogo, Tiberio quei giorni passò al solito; per grandezza d’animo, o per sapere tanti finimondi non ci essere.

XLV. Silio, camminando con le due legioni, manda innanzi una mano d’aiuti, e guasta il paese dei Sequani, confinanti e collegati con gli Edui, che in arme erano: e vanne ad Autun a gran passo, gareggiandone gli alfieri e i fanti, gridando, che non volevan riposo, nè dì, nè notte; vedere il nimico, mostrarli il viso, bastar questo per vincere. Dodici miglia lontano in una pianura si vide Sacroviro in battaglia co’ ferrati in fronte, ne’ corni la fanteria, dietro i male armati; esso co’ principali bene a cavallo scorreva, ricordava l’antiche glorie dei Galli, le rotte date a’ Romani, quanto sarebbe, vincendo, gloriosa la libertà, e perdendo, più dure le rimesse catene.

XLVI. Poco disse a’ poco lieti, perchè le legioni comparivano. Essi terrazzani, non ordinati, non saldi, nè occhio nè orecchio sapevano adoperare. Per

  1. Tutto questo sdegnoso parlare di popolo irato, è, secondo Aristotile, nel terzo della Rettorica. Troppo fiorentino pareva a qualcuno. Io non l’ho saputo moderare; ma ci ho aggiunto la cagione di quel che il testo dice miseram pacem vel bello bene mutari. Forse quinci tratta da Seneca nelle Controversie: An non praestat cervicem semel incidi. quam semper premi? Quis tam timidus est ut malit semper pendere, quam semel cadere?