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LIBRO SECONDO 111

della contrada dicono di Ercole lo Antico1, ivi nato: gli altri Ercoli avere acquistato per simil virtù simil nóme. Visitò l'anticaglie di Tebe, la grande, dov’erano ancora le Aguglie, con lettere egizie, che mostravano l'antica possanza; le quali fatte disporre da un vecchio sacerdote, dicevano esservi abitati set-

  1. Fu ne’ primi secoli che il mondo era rozzo e pieno di giganti poco dopo Nino, che fu innanzi alla rovina di Troia più d’800 anni. Nacque in Egitto, in Tebe, d’Osiride e di Cerere. Ebbe nome Libico, che vuol dire porta fiamma: soprannome Ercole, che significa vestito tutto di pelli: statura di gigante, muscoloso, nerboruto, forte e ardito. Statura quattro gomiti e un piede, più alto che comunal uomo, proporzione trovata da Pittagora, che’ misurò quanto il corridoio Olimpico di Pisa di secento piedi d’Èrcole, che correva tutto a un fiato, era più lungo degli altri corridoi, di secento piedi comunali, che erano lo stadio, cioè un ottavo di miglio. Chiamaronlo Atexicaco, cioè Scacciamali, perchè quasi di tutto il mondo giganti e tiranni, che si mangiavano i popoli, scacciò o uccise; Gerìone di Spagna, Busiride di Fenicia, Tifone di Frigia, Erice di Sicilia, i Lestrigoni d’Italia (di cui lasciò re Tusco suo figliuolo ) Anteo di Libia, cui pose il suo nome, e rizzovvi una colonna in memoria delle sue glorie. E’ fu il primo de’ mortali adorato in vita per Iddio, e fattogli tempj e aitati. Mori di 200 anni ne’ Celtiberi di Spagna. Qualunque era poscia robusto e valoroso, si diceva Ercole. Quarantatrè ne nomina Varrone, sei Cicerone. Confessa Diodoro che i Greci, che millantano le cose loro, attribuiscono il nome e i fatti d’Ercole Antico ad’Alceo, nato poco innanzi alla rovina di Troia, di Alcmena moglie d’Anfitrione, concubina di Giove; perciò odiatissimo da Giunone; che lo necessitò a combattere con tanti mostri, per ispegnerlo, e lo fece più chiaro. Non ebbe questo Greco imperio, nè giovò al mondò come l’Egizio antico; anzi fu corsale cogli altri Argonauti sotto Euristeo, e mori nel fuoco rabbiosamente per la camicia avvelenata da Nesso.