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numenti si vede a forma di nastro pendente con le due estremità libere; mentre nelle nostre monete ha l’aspetto di un cappio.

Degli ermi di forma diversa e quasi sempre itifallici, che sono aggiunti ne’ nn. 2-5, 10 (Tav. 1) sarà detto più sotto; resta ora soltanto la circostanza più notevole offertaci dal nuovo tetradrammo: la presenza di un corno lungo e ricurvo sulla fronte del giovine per la quale cade la spiegazione di Aceste data al tipo degli altri tetradrammi, non essendovi alcun dubbio che seguendo una legge di eumorfismo propria dell’arte greca, non fosse in essi soppresso quel ricordo animalesco della figura scolpita nella moneta più antica.

Un processo simile si nota anche nella figura del fiume sacrificante nelle monete di Selinunte, e in alcune altre di Messana, delle quali sarà parola fra breve, che ci mostrano negli esemplari più antichi una testa di Pane dalle lunghissime corna, le quali sono, in monete più recenti e più belle, accennate da un semplice ciuffetto di capelli. Essendo adunque cornuto il prototipo della figura de’ tetradrammi segestani, si affaccia subito alla mente che qui dobbiamo avere la personificazione di un fiume.

Che i fiumi si rappresentassero in forma interamente umana e giovanile con le sole corna sul capo, è cosa notissima; basterà vederne gli esempj citati dal Müller1. La numismatica siciliana ce ne offre belli e numerosi esemplari: l’Assino nelle monete di Nasso, l’Amenano nelle catanesi, l’Acragante nelle agrigentine, il Gela in quelle della città omonima, l’Ippari nelle camarinesi, l’Ipsa e il Selino nelle selinuntine, il Crisa nelle assorine e varj altri effigiati ora con la sola testa imberbe e cornuta, e ora con l’intera figura, come i due fiumi di Selinunte, l’Amenano e il Crisa. A ciò si aggiunga che

  1. L. c. § 403 p. 656 segg.