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di tipi tra le due città elime; ma io son lieto di far conoscere per la prima volta il disegno di un rarissimo obolo di argento, il quale mentre è di una rilevante importanza storica mostrandoci una confederazione fra le due città, conferisce pure all’intera illustrazione del nuovo tetradrammo che abbiamo preso ad esame.

Dr. Testa di donna in faccia; a’ due lati del collo pendono due bende; intorno, ΣΕΓΕΣΤΑΙΟΝ; in un giro di puntini.

Rov. Cane in piedi con collare, a dritta, avente la testa rivolta in alto, a sinistra; intorno, ERVKI (NON) da dritta a sinistra. In campo concavo (Tav. I, n. 7).

Arg. peso: 0, 75. Diam. 13 mill.

Collezione Luynes. Museo naz. di Napoli.

Di tal moneta non esisteva che un cenno nel libro del Calcagni1, il quale ne possedeva un esemplare e ne citava un altro disegnato in certi disegni inediti del Pancrazi, conservati nella biblioteca reale di Napoli.

Oltre a’ due esemplari da’ quali è cavato il mio disegno, un terzo ne vidi, or sono alcuni anni, presso il sig. Giulio Sambon e in esso dell’iscrizione del dritto non restavano che poche tracce, mentre intera si scorgeva quella del rovescio ERVKINON.

Questa moneta servirà ora di centro attorno al quale si collocheranno le altre che con gli stessi tipi, ma con l’aggiunzione di una ruota sul cane, hanno, talvolta nel dritto e talvolta nel rovescio, il nome di Segesta (ΣΕΓΕΣΤΑΙΒ da sinistra a dritta o al contrario), o nel rovescio, senza ruota, il nome degli Ericini (ERVKINON, retrogrado).

Descriverò una di quest’ultime servendo a completare in certa guisa l’epigrafe della moneta precedentemente descritta, e a togliere un errore numismatico che a’ nostri tempi non dovrebbe più riprodursi.

  1. De’ re di Sirac. Finzia e Liparo I, 116. Nel diritto il Calcagni leggeva ΣΕΓΕΣΤΑΣ.