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e trovato il patrone in casa, disse: Patrone, io vorrei da voi uno piacere, che sarà utile e di diletto. — E che vuoi? disse il patrone. Non sai che mi puoi comandare? — Io, disse Cimarosto, non voglio altro da voi, se non che la moglie vostra dimani si vesti di quelle armi antiche che sono nella camera vostra; nè dubitate punto di male, nè di disonore alcuno: e poi lasciate la cura a me. Aveva la moglie del patrone nome Pace, e l’armature da uomo di arme erano sì ruginose e di sì gran peso, che un uomo, quantunque gagliardo fosse, sendo in terra steso, levar non si potrebbe. Il patrone, che era festevole e molto attrattivo, conosceva Cimarosto pieno di berte; e però di tal cosa volse compiacergli. Venuto il dì sequente, il patrone fece la moglie di tutte quelle armi vestire, e così armata, la fece in terra nella sua camera distendere; poi disse alla donna: Levati su in piedi; ed ella più volte si sforzò di levarsi: ma muoversi non si puotea. Cimarosto, vedendo che la cosa gli riusciva sì come desiderava, disse al patrone: Partiansi di qua; e chiuso l’uscio della camera che guardava sopra la strada publica, si partirono. La moglie del patrone, vedendosi chiusa sola in camera, e non potendosi movere, grandemente temette di qualche sinistro caso, e ad alta voce si mise a gridare. La vicinanza, sentendo il gran grido e il suono delle armi, corse a casa dell’oste. Cimarosto, udito il tumulto degli uomini e delle donne che vi erano concorsi, disse al patrone: Non vi movete, nè parlate; ma lasciate il carico a me, che presto goderemo. E sceso giù per la scala, andò sopra la strada, e addimandò questo e quello: Chi è colui che sì fortemente grida? E tutti ad una voce rispondeano: Non odi tu che grida la Pace? E fattosi replicare e treplicar tal detto, chiamò molti testimoni