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gentina invisibilmente la pose. Fece Farfarello subito Isabella in Argentina cangiare, e sì chiara era la lei apparenza, che non Isabella, ma Argentina pareva; e in quel punto trasmutò Argentina in una forma di donna attempata, la quale d’alcuno non poteva essere veduta nè sentita, nè ella poteva veder altrui. Venuta l’ora di cena, Isabella, così trasformata, cenò col suo Ortodosio: indi andatasene in una ricca camera, ov’era un morbido letto, a lato di lui si coricò; e credendo Ortodosio con Argentina giacere, giacque con la propria moglie. Di tanta virtù, di tanta forza furon le tenere carezze, gli stretti abbracciamenti, congiunti con gli saporiti basci, che in quella notte Isabella s’ingravidò. Farfarello in questo mezzo furò una veste di ricco trappunto di perle tutta ricamata, e un vago monille, che per l’adietro Ortodosio ad Argentina donato aveva: e aggiunta la notte sequente, Farfarello fece Isabella e Argentina nella propria forma ritornare: e presa sopra la groppa Isabella, la mattina nel spuntar dell’aurora nella casa di Gabrina la mise, e a lei Farfarello diede la veste e il monille. La maga, avuta la veste e il monille dal demonio, li diede ad Isabella, dicendo: Figliuola mia, terrai queste cose care; perciò che a tempo e luogo saranno della tua lealtà vero testimonio. Isabella, presa la veste e il vago monille e rese le grazie alla maga, a casa ritornò. Ad Isabella, passato il quarto mese, incominciò crescere il ventre, e dimostrare segno di gravidezza. Il che vedendo, e suoi parenti molto si maravigliarono, e massime avendola per donna religiosa e santa. Onde più volte l’addimandaro se era gravida, e di cui. Ed ella con allegra faccia, di Ortodosio sè esser pregna respondeva. Il che esser falso e parenti dicevano; perciò che chiaramente sapevano il lei marito già