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casa, e diella alla madre sua, dicendole: Madre, la grazia di Dio è stata con esso meco; perciò che essequendo i vostri comandamenti trovai il buon dì. Togliete questi danari, e servateli per lo viver vostro. La madre, lieta per gli avuti danari, confortò il figliuolo a star vigilante, acciò che gli avenisseno de gli altri buoni giorni simili a questo.

Vedendo la Signora che la favola da madonna Chiara raccontata era venuta al termine, la pregò che per contentamento suo volesse proporre un enimma, acciò che non si conturbasse l’incominciato ordine. Ella, che non fu mai villana, con lieto viso lo propose, così dicendo:

Diverse volontà, vari animali
     Nel mondo già produsse alta natura.
Una spezie ve n’è tra questi tali
     Di sì benigna e sì gentil natura,
Che, ’l cieco padre per vecchiezza l’ali
     Più non oprando, al suo viver procura,
E per non esser detto al mondo ingrato,
     Nel nido il pasce, ch’ei gli ha apparecchiato.

Altro non dimostra il mio proposto enimma, che la gratitudine sotto spezie d’un uccello chiamato Pola, il qual, veggendo ’l padre per vecchiezza non poter più volare, gli mostra gratitudine, preparandogli il nido, e dandogli il cibo con cui si nutrisce fino alla morte. Il Signor Beltrame, che le sedeva presso, vedendo che gli toccava la volta del dire, non volse aspettare il comandamento della Signora, ma con gioconda faccia a letizia inclinata, così disse.