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dissegli ad alta voce: Voi mi deste un corpo vivo in luogo d’un corpo morto. Il che udito, i ladri sbigottiti rimasero; e aperto il sacco, trovarono morto il fedelississimo suo compagno. E per onorare il valor del magnanimo suo capitano, dopo molte lagrime e sospiri, lo diedero al mare che lo nascondesse; e così quello che se aveva imaginato di tradire e ingannar r artegiano, fu tradito e ingannato da lui.

Il Signor Bernardo con gran sodisfamento di tutti aveva già messo fine alla sua ingeniosa favola, quando la Signora il pregò che con l’enimma l’ordine seguisse: ed egli così a dire incominciò.

Nacqui di padre sol, nè madre alcuna
     Ebbi giamai; e dopo ch’io fui nato,
Così mi destinò la mia fortuna,
     Che fra tutt’uomo fusse nudrigato.
In poco tempo crebbi per ciascuna
     Parte del mondo, e son già sì avezzato,
Che, quantunque mi mostri ad alcun rio,
     A molti aggrada e piace l’esser mio.

Molti pensarono d’intendere il vago e dotto enimma; ma il lor pensiero rimase vano, perciò che la loro intelligenza molto deviava dal vero. Onde il Capello, vedendo la cosa andar in longo, disse: Signori, non perdiamo tempo, perciò che l’enimma da me recitato altro non dinota che ’l giuoco, il quale, nato di solo padre, è da ogni uomo nodrito, e in breve tempo è sparso per tutto il mondo, e di tal maniera è carezzato, che, avenga ch’alcun perda, non però lo discaccia da sè, ma li piace l’esser suo. Piacque molto a tutti la ispoizione del sottil enimma, e massimamente al signor Antonio Bembo, che del giuoco assai si dilettava. E