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320 D e l   B e l l o   c o n s i d e r a t o

di questi, in cui rappresentasi l’espiazione d’Ercole1, esistente nella villa Albani, v’è scritto il di lei nome. Una simil figura si vede fu una gran tazza di marmo nella villa medesima. Tali figure però, essendo senza gli attributi proprj ad Ebe, non bastano a darcene una ben chiara idea. Su un terzo basso-rilievo nella villa Borghese2, vedesi quella in atto supplichevole, dopo che era stata privata del ministero, conceduto poscia a Ganimede: abbenchè non abbia ivi nessun attributo che la distingua, pur è facilmente riconoscibile dal tutt’insieme della rappresentazione3. Essa ha la veste alto-succinta, all’uso de’ fanciulli destinati al servizio delle mense e dei sagrifizj, detti Camilli4; e a quell’indizio dalle altre dee agevolmente distinguesi.

[Bellezza delle dee minori ...] §. 15. Fra le dee minori e subalterne io tratterò qui solo delle Grazie, delle Ore, delle Ninfe, delle Parche, delle Furie, e delle Gorgoni.

[Grazie]

§. 16. Negli antichi tempi le Grazie, siccome Venere stessa, di cui sono le ninfe e le compagne, rappresentar soleansi interamente vestite; ma non è pervenuto fino a noi, ch’io sappia, se non un antico monumento, in cui così vestite si veggono, cioè la più volte mentovata ara triangolare della villa Borghese. Tra le figure ignude delle Grazie reputansi le più belle, le meglio conservate, e le più grandi, avendo la metà della grandezza naturale, quelle del palazzo Ruspoli; e siccome quelle hanno ancora le teste loro antiche e proprie (laddove recenti sono e di niun pregio nelle Grazie della villa Borghese), cosi possiamo su di esse portar giudizio, e darne una giuda idea. Tali teste sono senz’alcun fregio, ed hanno con un cordoncino legate intorno al


capo


  1. Illustrato già dal dotto P. Corsini con una lunga dissertazione.
  2. Monum. ant. num. 16.
  3. Si riconosce molto bene in quest’atto su di un bel basso-rilievo in un sarcofago del Museo Pio-Clementino.
  4. Dionisio Alic. lib. 2. cap. 22. pag. 90. lin. 15. Vegg. Amaduzzi Monum. Matthæj. Tom. I. Tab. 66. pag. 63.