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vergognano de’ vizii. Nasce la filosofia e l’eloquenza, insino a che l’una è corrotta dagli scettici, l’altra dai sofisti. Allora, corrompendosi gli stati popolari, viene l’anarchia, il totale disordine, la peggiore delle tirannidi, che è la sfrenata libertà de’ popoli liberi. I quali o cadono in servitù di un monarca che rechi in sua mano tutti gli ordini e tutte le leggi con la forza delle armi; o diventano schiavi per diritto natural delle genti, conquistati con armi da nazioni migliori, essendo giusto, che chi non sa governarsi da sè si lasci governare da altri che il possa, e che nel mondo governino sempre i migliori; o, abbandonati a sè, in quella folla di corpi vivendo in una solitudine d’animi e di voleri, seguendo ognuno il suo piacere e capriccio, con disperate guerre civili vanno, a fare selve delle città e delle selve covili d’uomini e in lunghi secoli di barbarie vanno ad irrugginire le malnate sottigliezze degl’ingegni maliziosi. Con questa barbarie della riflessione si ritorna allo stato selvaggio, alla barbarie del senso, e ricomincia con lo stess’ordine una nuova storia, si rifà lo stesso corso.

Questa è la storia ideale eterna, la logica della storia, applicabile a tutte le storie particolari. È in fondo la storia della Mente nel suo spiegarsi, come dice Vico, dallo stato di senso, in cui è come dispersa, sino allo stato di riflessione, in cui si riconosce e si afferma. L’operazione con la quale l’intelletto giunge alla verità è la stessa operazione con la quale l’intelletto fa la storia. Locke aveva il suo complemento in Vico. La teoria della conoscenza aveva il suo riscontro nella teoria della storia. Era una nuova applicazione della psicologia. Gli uomini operano secondo i loro impulsi e fini particolari; ma i risultati sono superiori a’ loro fini, sono risultati mentali, il successivo progredire della mente nel suo spiegarsi. Perciò le passioni, gl’interessi,

De Sanctis ― Lett. Ital. Vol. II 21