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vaggi o vaganti, riparavano i deboli e gli oppressi, che furono ricevuti in protezione, come clienti o famoli. Così si ampliarono i regni famigliari, o si spiegarono le repubbliche erculee sopra ordini naturalmente migliori per virtù eroiche, la pietà verso gl’Iddii, la prudenza, o il consigliarsi coi divini auspicii, la temperanza, onde i concupiti umani, e pudichi co’ divini auspici, la fortezza, uccider fiere, domar terreni, la magnanimità, il soccorrere a’ deboli e a’ pericolanti, in questi primi ordini naturali comincia la libertà, e il primo spiegarsi della mente. Nacque la corruzione. I padri lasciati grandi per la religione e virtù de’ loro maggiori e per le fatiche de’ clienti, tralignarono: uscirono dall’ordine naturale, che è quello della giustizia, abusarono delle leggi di protezione e di tutela tiranneggiarono: indi la ribellione dei clienti. Allora i padri delle famiglie si unirono con le loro attinenze in ordini contro di quelli, e per pacificarli, con la prima legge agraria concessero il dominio bonitario, ritenendosi essi il dominio ottimo, o sovrano familiare: onde nacquero le prime città sopra ordini erranti di nobili, e l'ordine civile. Finirono i regni divini, cominciarono gli eroici. La religione fu custodita negli ordini eroici, e perciò gli auspicii e i matrimonii, e per essa religione furono de’ soli eroi tutt’i diritti e tutte le ragioni civili. Ma spiegandosi le umane menti, le plebi intesero essere di egual natura umana coi nobili, e vollero entrare anch’essi negli ordini civili delle città, essere sovrani nelle città. Finisce l’età eroica, comincia l’età umana, l’età della eguaglianza, la repubblica popolare, dove comandano gli ottimi non per nascita, ma per virtù. In questo stato della mente agli uomini non è più necessario fare le azioni virtuose per sensi di religione, perchè la filosofia fa intendere le virtù nella loro idea; in forza della quale riflessione, quando anche gli uomini non abbiano virtù, almeno si