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CAPO V. 67

mo popolo1, fa probabilissimamente presumere che avessero entrambi grande attenenza di stirpe2 I padri Aurunci, abitatori di alti monti, sono certamente essi stessi un ramo del grande stipite italico, che col nome più universale di Osci e di Ausoni ritroveremo propagato oltre il Tevere insino alla Calabria: nè forse ci discostiamo punto dal vero presupponendo che i Siculi, progenie nata di quelli3, fossero i primi montanari discesi giù nell’odierna campagna di Roma, dove si collocarono, bonificandovi i luoghi paludosi ed infermi. Or dunque non male Dionisio teneva i Siculi per nazione di questa terra: e noi portiamo opinione che di più eglino attenessero alla razza stessa degli Aurunci, popolo delle montagne. I Siculi espulsi lasciarono

  1. Auruncos senes (Virg.): vero Italiæ populi antiquissimi fuerunt. Serv. vii. 206.
  2. Virgilio tutte volte chiama Sicani (veteres Sicani) i Siculi del Lazio: e fu d’esempio agli altri Latini. Ma il grande epico poteva usare largamente licenza poetica, adoperando i nomi etnici in senso più ampio del profondo significato. I glossatori tuttavia, con argomenti di niun valore, dicono cotesti Sicani un popolo della Spagna (Serv. viii. 328). Nessuna generazione di Baschi o Iberi tenne sue dimore sul continente italico; alcuni di loro s’introdussero soltanto nelle isole maggiori. V. Humboldt, Profung ec. o sia Esame delle ricerche sopra i primi abitanti della Spagna p. 169. Ed appresso capitolo xix.
  3. Così Ellanico, quantunque confonda le circostanze del fatto, teneva i Siculi, che transitarono in Sicilia, per Ausoni ed Osci. In ii. de Sacerdot. Iunon. ap. Dionys. i. 22. et Steph. Gramat. ap. Constant. Porph. de Them. imp. ii. in them. Sicil.