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sure prese sopra Staja, a dir vero inesattamente costruite e malamente conservate, ci indussero nella persuasione che almeno a una cert’epoca, e forse fin da principio, siensi stabiliti con qualche approssimazione i valori e pel diametro del fondo e per l’altezza delle pareti dalFonte/commento: Pagina:Sextarius Pergami saggio di ricerche metrologiche.djvu/256 Sextarius, poichè le nostre ricerche ci diedero a un di presso per l’uno Once 9 ¼, per l’altra Once 6 ½ del nostro Cavezzo: la sua capacità quindi sarebbe stata di Once cubiche 437. Ora facendo un ragguaglio sui risultati della Commissione del 1801, questa capacità assai prossimamente avrebbe dovuto essere di Once cubiche 441: la lieve differenza si può ascrivere alla alterazione, tanto della misura stessa di capacità, quanto delle lineari che servivano a costrurla, e quella differenza non deve d’altronde sorprendere, poichè anche i risultati di quella Commissione non sono che la media ottenuta, come vedemmo (Nota 62), da una parte colle misure geometriche ottenute mediante il Braccio milanese, dall’altra parte con quelle dedotte dal peso dell’acqua contenuta in quei vasi. E crediamo che i nostri avi in questa bisogna avranno usato del Cavezzo, poichè, come vedremo (v. sotto § 5), appunto coll’oncia del Cavezzo si indicava anche la legale altezza delle pareti dello Stajo della Calce. Non vogliamo punto dire che alle misure di capacità abbia potuto fin dall’origine stare di fondamento una misura lineare, come, a cagion d’esempio, a una cert’epoca si prescrisse a Modena, o come è nell’odierno sistema metrico, poichè, e la tradizione, ed una inveterata abitudine, e gli stessi numeri frazionarii che costituiscono gli elementi di contenenza dello Stajo, e lo stesso nome