Pagina:Sextarius Pergami saggio di ricerche metrologiche.djvu/113


113

mandre di pecore e di veloci destrieri fuggivano le correnti acque per dissetarsi a questo fonte (Moys. vv. 229 seg.): e non era certo con tal mezzo che potessero venir conservate limpide e pure queste tanto decantate acque. Quando abolisse l’incommodo e non sempre conveniente sistema dei secchi del Comune: quando venissero chiusi questi bacini e provveduti di una bocchetta a chiave, è fatto sì piccolo nella vita di una città, che è già molto se noi possiamo con tutta sicurezza stabilire che ciò sia avvenuto sul principiare del decimoquarto secolo, che anzi, da una frase dello Statuto del 1331, appare che intorno a quest’anno si mandasse ad effetto una così utile innovazione. Un primo indizio di questo fatto sta in ciò, che quello Statuto non ripete più la ordinanza, nè riguardo ai verricelli, nè riguardo alle secchie, alla cancellata e così via: che lascia già supporre un cambiamento nel modo di estrazione dell’acqua da questi serbatoi. In secondo luogo vi hanno queste dirette testimonianze; Stat. cit. 15 § 32: quod nulla persona rumpat vel guastet seu deterioret aliquo modo aliquem ex ipsis fontibus neque aliquod guastum vasum caniculum vel aqueductum vel bochetas vel aliqua instrumenta vel utensilia ipsorum fontium; § 39: item statutum et ordinatum fuit quod postquam fuerint conzate fontes civitatis Pergami et bochete que ordinate fuerunt debere fieri et conzari pro Comuni Pergami et ad expensas Comunis Pergami designentur ipsi fontes et bochete consulibus Civitatis et Suburbiorum Pergami in quibus sunt ipsi fontes. Et quod ipsi Vicini debeant ipsos fontes seu ipsas bochetas perpetuo tenere et manutenere suis expensis. La bocchetta, com’è naturale, perchè desse sempre acqua dovea essere portata a livello, o quasi, del fondo del bacino; ed ecco quindi che la discesa al luogo, ove ora si cava l’acqua del Vasine sotto un arco dell’antica mura cittadina, deve risalire al 1331, cioè all’epoca in cui furono introdotte le bocchette a chiave ed in cui fu abolito l’uso di attinger l’acqua direttamente colle secchie del Comune. Non abbiamo creduto fuor di proposito l’indugiarci alquanto su questo nostro fonte, che ha tanta parte nella nostra legislazione, come nelle nostre tradizioni.

163. Infatti, se in due vasi di identica capacità ad un peso, supponiamo, di 100 di acqua del Vasine si faceva corrispondere il peso di 133 di altr’acqua, o bisogna supporre che per